Recensione Nova24: L’emancipazione del consumatore online e altro

Nova 24 Sole 24 OreNel numero di giovedì 25 in edicola di Nova24 (ilsole24ore)  ho trovato alcuni articoli davvero interessanti.

Stupendo ad esempio ho trovato “Emancipazione consumer“, un acuto e secondo me oggettivo ed efficace quadro della situazione dei “Consumatori”: persone che si trovano online, imparano a cooperare e collaborano, cosa che cambia si il modo di operare del mondo della comunicazione aziendale…ma che può rivelarsi un potenziale grandissimo anche per le aziende stesse.
Descrive attentamente anche come si è evoluta la pubblicazione di dati aziendali e come questa si dovrebbe sviluppare a vantaggio di tutti. Ne consiglio vivamente la lettura su ilsole24ore del 25/6. Ne trovate anche il contenuto sul blog Blogs4biz. dell’autore Alessio Jacona, che ringrazio per avermi autorizzato la citazione.

Foto in 3D

Nello stesso giornale ho trovato molto interessante anche l’articolo “Lo scatto verso il tridimensionale” di Umberto Rapetto.

Viene trattata la prevista uscita entro l’anno di macchine con due obiettivi per risultati in 3D impensabili fino a poco tempo fa, potrebbe essere una scelta vincente se gestita bene nei tempi.

Ne consiglio davvero la lettura su Nova24, Ringrazio in questo caso molto Umberto Rapetto per avermi autorizzato la citazione.

News su Google libri

Sempre sul fronte tecnologico da citare l’articolo sul Blog di Google Italia sulle novità dell’ambiente Google libri.

Skype 4.1

Condivisione dello schermo del proprio PC, miglioramento audio, miglioramento qualità video-telecamera e passaggio contatti all’altra persona tra le novità del noto programma Skype per telefonare, vedersi e chattare attraverso internet.

Simpatico, chiaro ed efficace questo video sull’utilizzo di Skype.

Buona vita (informatica e non) a tutti.

I Venti di Crisi non Toccano lo Shopping Online

Shopping OnlineTracolli finanziari e crisi economica, sembrerebbero non influenzare negativamente il comparto dell’e-commerce in Italia. I dati parziali del 2008 indicherebbero secondo studi della School of Management del Politecnico di Milano un incremento di circa il 20% rispetto al 2007.

Certo è che in Italia si acquista on line di tutto dai tradizionali viaggi Last minute e ai libri, fino all’abbigliamento e le calzature per i quali si riteneva fino a non troppo tempo fa l’impossibilità di uno sviluppo apprezzabile di fatturato. Resta quindi il settore Viaggi, Hotel e Biglietti aerei il settore trainante dell’e-commerce, seguito dal comparto assicurazione.

Come dicevamo il fiorire di nuove aperture nel settore lusso con il nuovo e-shop di Emilio Pucci o THECORNER.com la boutique virtuale che si basa sull’esperienza di Yoox, partner delle grandi griffes della Moda, e che sta riscuotendo un grande successo nel campo dell’e-commerce d’alta gamma, sta dando linfa vitale al settore. Spunti d’interesse ,si riscontrano anche per società meno strutturate, ma con segni positivi nel loro fatturato, come luxurybrands.it .

Questo balzo del comparto vendita on line di abbigliamento e calzature è probabilmente da attribuirsi alla maggiore attenzione che le Aziende attribuiscono alla trasparenza contrattuale e alla descrizione dei prodotti, sempre più complete ed esaustive tali da limitare al minimo controversie o resi.

Italia: Un Rinascimento (forse) Impossibile

Rinascimento ImpossibileSono certo che ognuno si guardi intorno senta l’aria pesante. Nonostante il Natale, nonostante la propria provenienza culturale e sociale, il proprio reddito. Nonostante le differenze, sono festività che odorano d’ammuffito.
Colpa della crisi, si dirà. Colpa dei venti economici avversi, si scriverà. Segno dei tempi, tutto a causa della Globalizzazione e dell’economia finanziaria, più che industriale. Che non produce più nulla, se non finanza svuotata. Per pochi, non per tutti.
Sullo sfondo, le frasi del Presidente del Consiglio che invoca la spesa nonostante tutto, la televisione che spara ogni 3×2 servizi sul tacchino e sul vino per accompagnare il Capodanno, su come gli italiani spenderanno tutti i loro (ultimi) risparmi.

Senza che nessuno dica, ad esempio, che a gennaio si bombarderanno, legislativamente parlando, nell’ordine: Giustizia e Costituzione.

Senza che nessuno specifichi come i 30enni che oggi hanno contratti a progetto vengano aiutati da genitori che han qualcosa da parte perché ieri, o l’altro ieri, hanno risparmiato. Non speso per muovere l’economia, risparmiato.

Senza un anima che si indighi, ancora, che Licio Gelli stia ancora sproloquiando su OdeonTv, nonostante sia stato condannato per depistaggio delle indagini sulla Strage di Bologna.

E’ sempre stato un problema, quello degli italiani che si stupiscono del fatto che a vincere l’Isola dei Famosi di turno sia il rappresentante della minoranza di turno, ma non si stupiscono di cosa succeda intorno a loro fino a che la misura è arrivata ad essere colma. Disse Enzo Biagi, che un giornalista americano, negli anni ‘60, parlando degli italiani gli disse: “Si può dire tutto di voi, ma non che non troviate energie insperate quando sembra che la speranza sia svanita”. Già.

Il punto è che oggi, gli italiani sembra che non abbiano più spinta. Siano fermi. Non abbiano mordente neanche per piangere su quello che ci stanno levando. Non si protesta più per niente. Non ci si indigna più. Ci si impaurisce per l’indulto (a ragione) ma non si capisce che l’indulto non lo ha voluto la magistratura. E a dirla tutta, non l’ha firmata solo l’Unione. Questo 2 anni fa.

Non ci si chiede perché la magistratura abbia un passo cadenzato. Ci si lamenta solo del giudice senza chiedersi chi l’abbia messo in condizione di lavorare lentamente. Ho sentito dire da della gente che la strage di Erba è stata causata anche dai carabinieri e della polizia, che non hanno fatto niente a Azouz Marzouk quando Rosa Bassi lo accusò di violenza carnale: se loro fossero intervenuti, Rosa non sarebbe impazzita.
La persona che citava questo esempio dimentica che Azouk era serenamente appena uscito dal carcere, quando Olindo e Rosa fecero a pezzi quegli innocenti, e che i carabinieri e la polizia non hanno ancora la possibilità di leggere la pazzia negli occhi di tutti i vicini di casa, a meno che divengano maghi o psicologi. Ma a quel punto lavorerebbero o nei cabaret o in studi appositi.

E’ l’abitudine del credere senza fermarsi a cosa si ascolta, tipica del nostro paese.

Quella politica che porta gli italiani, unici in Occidente, a considerare gli inceneritori ancora moderni e non inquinanti. A urlare contro Napoli e i suoi rifiuti, ma non contro quei politici che non potevano non sapere chi gestiva quel mercato. A sbellicarsi dal ridere, indignandosi un poco però, quando il Gabibbo va a riprendere le tubature che perdono in campagne disperate, senza però chiedersi perché il Gabibbo non vada a chiedere conto ad esempio agli abitanti di Taranto chi li ha ridotti così, con un tasso di diossina che è pari all’intera Svizzera, oppure a chi gestisce i fondi europei per le infrastrutture nel Meridione. A fare quelle indagini ci va De Magistris, ma lui non parla genovese e non è un pupazzo grosso e rosso: forse per quello non è tanto simpatico.

L’italiano crede ciecamente, crede senza porsi più domande. Insulta Travaglio o un giornalista che non si allinea perché non vuole che nessuno interrompa la pace dei sensi, quella sensazione che ci sia un Rinascimento Impossibile, che costerebbe fatica, lacrime e onestà: l’italiano preferisce vincerlo al superenalotto, guardando Rai2, l’estrazione del Lotto, possibilmente con la puntata minima. Non vuole più una coscienza perché gli basta il compagno più asino di lui che gli suggerisca dal banco vicino.

Il problema è che per chi ama l’Italia, tutto questo è veramente desolante.

Non rimane che sperare che quel giornalista amico di Enzo Biagi, non si sbagliasse.

Voi cosa pensate a riguardo?

Il Trading Online ha Cambiato le Regole del Gioco

Trading OnlineInternet ha aperto a tutti il mondo della finanza e dell’investimento, che fino a qualche anno fa pareva essere limitato agli specialisti del settore ed inacessibile alle persone comuni. Oggigiorno, chiunque può diventare un investitore, senza nemmeno uscire di casa. Casalinghe, studenti, pensionati… la finanza online ormai ha acquisito dimensioni tali da far apparire obsoleti e antiquati i metodi utilizzati fino a pochi anni or sono.

Esistono vari strumenti finanziari nei quali si può investire: dai titoli azionari, alle obbligazioni ai fondi comuni di investimento. Esistono anche strumenti derivati, che dipendono a loro volta da un altro strumento finanziario, come un tasso, un titolo o una commodity. Ma il tipo di investimento che suscita più interesse ultimamente nel popolo degli investitori online è senza dubbio il mercato delle valute estere.

Per il mercato delle valute estere è stato coniato un nuovo termine nel gergo finanziario internazionale, il “forex”, che deriva dalla contrazione delle parole “foreign exchange”. Il giro di affari del forex ha raggiunto dimensioni ciclopiche, ridicolizzando in confronto gli altri mercati finanziari (azionari, obbligazionari, e simili).

Da qualche anno a questa parte, sono nati innumerevoli broker telematici che si occupano principalmente del mercato delle valute estere. Circa l’11% delle transazioni di cambio valuta avvengono tramite brokers di e-commerce, mentre le rimanenti transazioni avvengono attraverso grandi banche o entità statali. Per comprendere la quantità di brokers disponibili sulla rete, basta inserire in google i termini “forex” o “currency trading” per trovare migliaia di risultati.

Il sito www.forexondemand.com offre agli investitori principianti una guida online alle strategie di investimento, con un glossario della terminologia tipica del gergo finanziario del forex trading. Il sito, inoltre, presenta grafici e tassi di cambio sempre aggiornatissimi, e anche delle basi tecniche di economia. Infine, Forex on Demand può indirizzarvi al broker online più adatto alle vostre esigenze.

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Investire nel Mercato delle Valute Estere Online

Crisi Economica: Una Fabbrica che Chiude, Un Paese che Muore

Crisi Economica MerloniNocera Umbra un piccolo paese dove vivono non più di seimila anime, nel 1997 fu l’epicentro del terribile terremoto che ridusse tante piccole case in un cumolo di macerie.
Mi ricordo di essere passato là per lavoro e di essere andato a mangiare in una pizzeria alle fonti Rocchetta.
Tornandomene a casa dalla montagna si staccò un masso più grande della mia auto, che scivolò davanti a me qualche secondo prima del mio passaggio.
La situazione era quella di un paese drammaticamente lesionato, oltre il 90% delle abitazioni, ma lo stabilimento Merloni era rimasto in piedi senza neanche troppi danni, tanto che qualche giorno dopo la grande scossa riaprì, e tutti i lavoratori ripresero il lavoro.
Oggi a Nocera Umbra la ricostruzione è terminata, ma il terremoto economico-finanziario ha demolito lo Stabilimento.
Paradossi della vita.!
Alla Antonio Merloni lavorano poco meno di mille operai, ma grazie alla Merloni vivono, nell´indotto allargato, più di settemila persone, più di tutta Nocera che non supera le seimila anime. Sono i numeri di una comunità a un passo dal coma economico.

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