La mia avventura con Trenitalia è iniziata mercoledì 30 aprile, quando sono partita per recarmi a Napoli. Ho deciso di prendere l’espresso notte, prenotando il mio posticino quasi un mese prima.
Arrivata alla stazione di Milano centrale, in netto anticipo rispetto alla partenza del treno, mi sono fermata sotto il tabellone aspettando che uscisse il numero del binario di partenza.
Appena uscito il binario, il numero 21, dal quale sarebbe partito il treno 833 per Salerno, mi sono recata sulla piattaforma relativa.
Una folla di gente ha iniziato a superarmi correndo in maniera forsennata verso il binario di partenza…..non riuscivo a capire perché, era abbastanza presto per tuffarsi a prendere un posto, poi ho scoperto l’arcano….il binario era bloccato…forze dell’ordine e persone ingaggiate da trenitalia facevano accedere al treno solo se si esibiva il biglietto con la prenotazione poiché il treno era tutto pieno….per fortuna avendo prenotato sono riuscita a salire velocemente ed a prendere posto nella carrozza assegnatami al momento dell’acquisto.

Sono stata una delle poche fortunate…il treno è partito da Milano puntuale ma già stracolmo di gente, i corridoi erano pieni di gente pronta ad affrontare una notte di viaggio in piedi, sfidando il sonno e la stanchezza.
Sono sicura che molti ragazzi che sono saliti per andare a Roma per il primo maggio non avevano un regolare biglietto, però molti altri di sicuro ne erano in possesso, allora perché non hanno fatto davvero i giusti controlli al binario non facendo salire chi non aveva il biglietto? Perché sono stati comunque emessi biglietti per le persone che, volendo acquistare il titolo del viaggio, avrebbero fatto il viaggio in piedi in condizioni disumane? Era impossibile anche andare alla ritirata, perché il corridoio era stracolmo di gente e delle relative valigie al seguito.
Personalmente il viaggio è andato bene, anche se è stato impossibile poter soddisfare i miei bisogni fisiologici, in fondo ho riposato, sono arrivata a Napoli sana e salva….ma con un’ora e mezza di ritardo
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Al ritorno da Napoli, domenica 4 Maggio, ho deciso di trattarmi bene e prendere un treno Alta Velocità …prenotando il posto. Ingenuamente ho creduto che potessero salire sul treno solo i clienti con prenotazione considerando anche che il servizio che trenitalia fornisce con questi treni è elevato, sia in termini di velocità (solo circa 6 ore Napoli- Milano) che in termini di prezzo (€ 78 seconda classe) e invece… anche su questo treno c’era molta gente con regolare biglietto, ma in piedi, perché i posti erano tutti prenotati ed alla stazione di Napoli , sulla piattaforma del binario di partenza, era presente un punto Trenitalia dove venivano rilasciati biglietti ad oltranza . Come si può immaginare anche in questo caso è stato difficile poter andare alla toilette o raggiungere la carrozza ristorante per prendere un caffè o una bottiglia d’acqua, è stato quindi difficile fare delle cose che credo siano naturali quando si fa un viaggio lungo e si paga un servizio che in realtà è stato difficile conquistarsi, anche a discapito della sicurezza degli altri. Mi spiego, il treno Alta Velocità si chiama così perché in effetti rispetto agli altri treni viaggia a velocità maggiore, le vibrazioni del viaggio si avvertono maggiormente e quindi quando si cerca di raggiungere la toilette o la carrozza ristorante è difficile mantenere l’equilibrio, figurarsi se oltre al semplice equilibrio bisogna anche scavalcare persone che sono in piedi non solo tra le carrozze, ma anche in mezzo ai corridoi.
In più il treno ha fatto mezz’ora di ritardo perché la locomotiva ha avuto un guasto tecnico al motore e si è fermato alla stazione di Piacenza per venti minuti.
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