50 cose da fare con un iPad…

Curioso scoprire o riscoprire   in quanti modi (e penso potremmo anche salire a numero ;) ) è possibile utilizzare un tablet come un iPad. Da sveglia…a specchio…a…ma scopritelo vedendolo :) .

Il tutto dal canale youtube e dal sito di Yaice Ooi.

Quanto un mezzo tecnologico, vendendolo come “mezzo”, può esserci utile…

L’ho trovato un video simpatico e chiaro…e può portare più di un sorriso.

Buona vita.

Ho capito perchè la Diana Tejera sa suonare benissimo “E fuori è buio” di Tiziano Ferro…

…ne è l’autrice, oltre essere una bravissima artista, come da giusta presentazione di Tiziano Ferro stesso:

Guardando gli ultimi secondi di questo video (e consultando Wikipedia e informazioni su internet poi) ho capito…

Ma andiamo con ordine: inizialmente vedendo alcuni video contenenti concerti dell’altra gran voce che risponde al nome di Paola Turci ero arrivato a questo video, con Paola Tejera come chitarrista

(adoro di questo video la parte da 1.31 ma questo è un altro discorso :) ).

Tra le cose che mi hanno colpito…l’”attacco” iniziale alla chitarra nei secondi precedenti e successivi all’inizio di Paola Turci…molto preciso negli accordi, cosa rara quando avviene non con l’artista “originale” e la cosa è live-in diretta.  Ho pensato “brava!!!”. Qualcosa, questo si, mi era “ronzato” in mente alla battuta finale di Paola Turci sulle tonalità utilizzata, “tocca falle femminili”.

Trovando in rete altre sue interpretazioni secondo me molto belle, come “Scivoli di nuovo” (altro brano del quale è co-autrice per Tiziano Ferro ma questo l’ho constatato poco fa)

ho trovato anche la sua presentazione da parte di Tiziano Ferro, alla fine del primo video di questo articolo, confermata in Wikipedia e altri siti (ma quale fonte è più ufficiale su questo dello stesso Ferro :) ). Consiglio anche la sua pagina Myspace con suoi brani (consiglio ad esempio “Ma una vita no“; la pagina  riporta il link http://www.dianatejera.it ad ora non attivo, speriamo che presto ritorni…o che comunque ci sia sempre un punto ufficiale per sapere “cosa crea” di bello…e che continui a farlo.

Buona vita.

Google Play, non solo applicazioni…ma anche libri da leggere offline e online

Precedentemente conosciuto come Android Markets, è già noto da tempo come Google Play permetta di scaricare applicazioni per il proprio tablet o cellulare con Android.

Nel breve video sopra mostrato, in inglese ma penso ben comprensibile a tutti, viene mostrato come sia da poco possibile accedere a libri scaricandoli (gratuiti e a pagamento) con il nuovo ambiente Books del Google Play; leggere libri “offline” o collegati, in qualsiasi punto noi siamo… Se ne parla naturalmente anche sul Blog di Google Italia.

Per i vari testi  disponibile una dettagliata scheda e per molti un’anteprima del contenuto. Una bella spinta, secondo me, all’utilizzo di cellulari e soprattutto dei tablet come “lettori” per libri…

Buona lettura…e buona vita.

aNobii: splendido esempio di web 2.0 per gli amanti della lettura

aNobiiNei paesi anglosassoni viene spesso usato un epiteto per indicare chi passa molto tempo sui libri: “tarlo della carta” o, in latino, Anobium Punctatum. E’ da qui che prende il nome aNobii, social network dedicato ai libri ma soprattutto agli amanti della lettura.

Alzi la mano chi di voi può dire di non essersi mai lasciato consigliare o influenzare da un amico o da un conoscente riguardo all’acquisto o alla lettura di un libro.

Bene, aNobii è una rete sociale, nata nel 2005, che ha globalizzato il tipico “passaparola“: il servizio, gratuito, dà la possibilità infatti ad ogni utente di condividere con gli altri iscritti la propria “libreria virtuale” nella quale inserire, tramite un apposito motore di ricerca interno o addirittura tramite codice ISBN (il codice di 10 cifre che trovate su ogni libro), tutti i libri posseduti e/o letti. Ogni utente ha quindi la libertà di commentare, votare o recensire un libro della sua libreria o di visualizzare quello che fanno gli altri utenti.

Si creano così, a seconda dei gusti, varie e diverse librerie: aNobii quindi calcola automaticamente il “grado di compatibilità” fra ogni utente, evidenziando quali tra i vari lettori siano più vicini tra loro. Ne consegue che si creano delle comunità, o “gruppi”, di utenti con gli stessi gusti, tra la quale aNobii permette tra l’altro lo scambio o la vendita di libri.

L’idea di fondo è, a mia opinione, geniale: personalmente, quando sono in ricerca della mia prossima lettura, mi rivolgo sempre più spesso ad aNobii, e alle migliaia di recensioni e classifiche stilate dagli utenti stessi. Mi faccio consigliare da un “vicino” che ha magari gusti simili ai miei, oppure chiedo un parere ad un gruppo che mi dà indicazione su quale sia il miglior libro di quel genere o di quell’autore e aggiungo il libro alla mia “lista dei desideri”. Da buon “social network”, poi, non posso negare di avere fatto delle belle conoscenze, che ho aggiunto alla mia lista di “amici”.

Il servizio si integra a Facebook e Twitter, così da poter condividere le proprie librerie o i propri libri in lettura con i più famosi Social Network. Inoltre sono state da poco create le app per iPhone e Android, grazie alla quale per inserire un libro nella propria libreria basta soltanto scattare una foto al codice a barre del libro.

Per concludere quindi, aNobii è uno strumento molto utile per chi, come me, piace leggere e condividere le proprie esperienze, per chi ha bisogno di un consiglio per un acquisto o magari per un regalo e per chi, semplicemente, ha voglia di fare nuove “amicizie letterarie”: a proposito, se vorrete dare un’occhiata al sito, il mio profilo si trova qui. Aggiungetemi!

La nebbia informativa che non ti fa vedere “oltre”

Leggevo oggi questo concetto, espresso da Zygmunt Bauman al Festival della Mente di Sarzana, sul relativo Comunicato Ansa.

Bauman ha dichiarato: ”….Siamo di fronte ad una nebbia informativa, una cortina impenetrabile di notizie ed informazioni in eccesso che non ci permette di sapere cosa c’e'oltre. Siamo in una modernita’ di bambagia che ci impedisce di fare cio’ che vogliamo, sviluppa in noi un senso di ignoranza, di inadeguatezza e di frustrazione, uno stato di impotenza e di instabilita”’ (fonte Ansa)

In questi ultimi anni – ho pensato – la quantità complessiva delle informazione che possono raggiungergi è aumentata, grazie ai mezzi permessi dal cosiddetto Web 2.0 che permette di comunicare con ogni mezzo possibile. Si riesce quindi a far sapere fortunatamente più cose.

Quello che personalmente ho concluso è che quando le informazioni sono di dubbia utilità e “riempiono” la nostra capacità (o peggio quando sono solo opinioni senza notizia) il rischio di non poter vedere “oltre” è moderatamente elevato. Perchè le tante informazioni che circolano (spesso non oggettive o non utili o personali opinioni) raggiungono la nostra “soglia”.

Dobbiamo provare – ma non è sempre facile – di saper leggere-sentire al di là della nube di informazioni, che fortunatamente sono tante. Riuscirsi significa capire.

Buona vita.

Foto tratta da Wikimedia Commons.

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