Campania: Nel Rifiuto o nei Rifiuti?

Emergenza Rifiuti NapoliNon vorrei cominciare questo articolo (che forse è più uno sfogo) con una di quelle lunghe prefazioni giornalistiche all’ “Italiana” , vorrei piuttosto andare al nocciolo della mia questione.

La regione Campania è sempre stata vista, a mio avviso, con l’etichetta di regione problematica e in continua emergenza , volendo citare degli esempi : il problema della Camorra , il problema delle rapine, estorsioni , omicidi , violenza ecc.

L’emergenza rifiuti che si vive in questi anni però crea moltissimo scalpore in più : perché secondo voi ? Riallacciandosi al titolo questa regione vive nel Rifiuto delle istituzioni e dei cittadini oppure il problema è ‘solo’ momentaneo e riguarda ‘unicamente’ quelle tonnellate presenti sulle strade?

A mio avviso il problema riguarda sia la storia politica e culturale, sia i rifiuti e l’inquinamento che si affrontano sulle strade.
Problema politico: per i politici locali l’emergenza rifiuti iniziò (e tutti sono stati a guardare) l’11 febbraio del 1994 , con il primo decreto del Presidente del Consiglio, pubblicato sulla Gazzetta Uff. n. 35 del giorno successivo e tutto tacque. Negli anni successivi alcuni politici cominciarono solo ad avere le idee per la costruzione dei famosi termovalorizzatori ma come sempre tutto tacque ( forse perché erano solo parole e non fatti). Con il passare degli anni intanto le discariche presenti continuavano a crescere , la Camorra continuava a guadagnare grattandosi la pancia e tutti i politici continuavano a dondolarsi nel loro lusso senza avere cura dei problemi del Rifiuto Solido Urbano . Si può quindi affermare, secondo me, che lo Stato, la Regione ed i Comuni hanno rifiutato le proposte di incentivare la costruzione di centri di stoccaggio e di termovalorizzatori lasciando questa terra già martoriata ad un triste destino.

Problema culturale e sociale: il cittadino napoletano ma più in generale il campano soffre dell’effetto NIMBY (Not In My Back Yard, non nel mio giardino) ossia ha una scarsa sensibilità nella gestione dei beni collettivi e quindi non si pone il problema della vita sostenibile. In sostanza , il cittadino non si cura del problema del riciclaggio e dello smaltimento dei rifiuti lasciando al caso o alla sorte la situazione problematica che vivono le regioni o le città in questi periodi. Da questa contraddizione si sviluppa la situazione di emergenza, alimentata anche da politici ed amministratori che non se la sentono di contrastare l’egoismo dei cittadini.

Come l’aforisma attribuito ad Eraclito: Panta Rei (tutto scorre), così tutto in Campania come in Italia viene lasciato al caso, nella speranza di una nazione migliore.

In questo momento invece una persona che come me vive qui per esigenze universitarie è costretto ad arrivare ogni giorno all’università facendo lo slalom tra i rifiuti e tra gli escrementi degli animali che colpiti magari dal sole cocente emanano un orrendo “odorino”. Per questo io dico grazie allo Stato, alla Regione, al Comune, alla Camorra, al cittadino menefreghista e naturalmente ai Rifiuti.

Autore: Fra-U2-88

Emergenza Rifiuti: Evidenze, Conseguenze, Soluzioni, Immagini e Video Sconcertanti

Montagne di SpazzaturaDopo che ormai sono passati quasi quattro mesi dal mio primo e, precedentemente, unico articolo dedicato all’emergenza rifiuti a Napoli, mi rivedo ‘costretto’ a parlare di questo argomento. Non è ho più parlato non perché l’emergenza sembrava risolversi o perché non ne vedevo la necessità di farlo, ma perché la situazione qui è sempre stata difficoltosa, almeno da quando mi sono trasferito in questa città da un paesino di montagna, per potermi formare e preparare per il mio futuro. Io sono uno studente fuorisede dell’ università Federico II di Napoli, seguo nel complesso di Monte Sant’Angelo e vivo in via Diocleziano, all’altezza di via Bagnoli. Ogni giorno prendo l’autobus per arrivare all’università (guardate su google maps il percorso che faccio) e da ormai quasi una settimana sono costretto a passare tra montagne di rifiuti, mangiare tra montagne di rifiuti, vivere tra montagne di rifiuti, respirare aria di montagne di rifiuti, da qui anche la scelta di accorpare le immagini scandalose di questo articolo al testo (Ndr: per vederne la versione ingrandita cliccatevi sopra). Spazzatura Marciapiede Napoli Io e tanti molti altri studenti fuorisede, e napoletani, siamo stanchi. Non pensiamo sia corretto farci rischiare la salute ogni giorno, ancora meno se noi in questa città abbiamo deciso di venire per quello che la sua università può offrirci, per quella che è una delle poche risorse, se non l’unica, che porta tante nuove menti ogni anno in questa città. Io con questo articolo mi rivolgo a coloro che più di una volta hanno detto di voler risolvere questa situazione, ma anche ai napoletani, a tutti gli studenti e a tutte le persone che stanno vivendo questa emergenza. Dal mio punto di vista se si continua così la situazione continuerà ad essere questa e le prime persone che inizieranno a sparire sono gli studenti ed i turisti, e poi pian piano tutti i napoletani perché questa città sparirà seppellita dalla sua stessa spazzatura. Personalmente ho cercato di analizzare la situazione e come in ogni cosa le responsabilità sono di tutti, non solo di chi non garantisce la raccolta ogni giorno, ma anche di chi la spazzatura la produce, e forse soprattutto di questi ultimi.

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