E’ stato ospite la scorsa settimana a “Che tempo che fa” con Fazio Fazio Enrico Brignano. Inizia con un simpaticissimo botta e risposta sull’importanza del film e sulla commedia “diversa” con sempre comicità ma con stile almeno apparentemente differente.
Si parla naturalmente del suo nuovo film “Ci vediamo domani” al cinema in questi giorni; devo riconoscere che inizialmente alla prima visione del trailer
giorni fa ero rimasto inizialmente “perplesso” (toccando argomento per me “delicato” come per lui – dice ”le prime bare dopo quella di mio padre…” nell’intervista di ieri a “Le invasioni barbariche”- ) …ma rivedendolo più volte in questi giorni anche prima di questa intervista…. devo riconoscere che il film è geniale, come lo è lui, aspetto evidenziato dall’intervista…
Viene toccato anche tra gli altri l’argomento di chi non ricorda il suo nome o lo ricorda male nella vita ; stupendo il racconto (che avevo già sentito ma è mitico anche riascoltarlo) di un fan che cercò un giorno di fermarlo convinto che si chiamasse “Gianluca” e non Enrico…
L’intervista (lo scambio di battute Fabio Fazio-Enrico Brignano è da vedere…) si chiude simpaticamente con un “‘appello finale” nel suo stile…
“…non si deve aver paura di lasciare, perchè tutto quello che conta non ci lascia mai…anche quando non vogliamo”
Circa 2 anni fa ho parlato di altro film di Ferzan Ozpetek, “La finestra di fronte“; uno di quei film che fanno emergere tante storie, anche difficili da raccontare insieme (anchè perchè in effetti un film andrebbe visto, non raccontato, ma per provare a trasmetterne la bellezza in qualche modo si prova a farlo…). Tentiamo, per questo “Mine vaganti“.
Nell’introduzione del film una giovane donna corre affannata, vestita da sposa, verso una casa; un uomo al suo interno evita che dopo averlo rivisto lei si spari un colpo di pistola. Questa storia nella sua prosecuzione man mano accompagnerà tutto il film.
Il giovane Tommaso ritorna a casa, dopo tempo; ritrova i genitori Stefania e Vincenzo, la domestica Teresa, la sorella Elena con il marito Salvatore, sua nonna e suo fratello Antonio al quale racconta riservatamente che pensa di dire 3 cose ad una cena prevista a casa prima di un incontro sulla società del padre; la terza è confessare la sua omosessualità, pensando che ciò causerà il forzato allontanamento dagli impegni societari nell’azienda di famiglia che vuole evitare.
In realtà, come spesso viene rappresentato nei film di Ozpetek, la realtà ha evoluzioni impreviste; a volte non comprendiamo le situazioni che sono davanti a noi ogni giorno, a volte gli altri invece ci capiscono oltre nostra ipotetica previsione (molti sguardi e frasi nel film insegneranno questo).
Senza dimenticare l’importanza dei propri sogni, come il sogno di Tommaso di scrivere; come poi in altri film di Ozpetek da ricordare anche l’intrecciarsi di storie che avanzano come accennavo all’inizio, alcune nemmeno si “chiudono” per la fine del film, ma è anche giusto così. Alcune situazioni si evolvono con il cambiare di altre: la sorella Elena, che all’inizio del film secondo il padre non può capire di cose aziendali poi per Tommaso invece sarà un valido supporto nel lavoro. Come il cambiare stesso delle preoccupazioni di Tommaso e come alla fine del film suo padre guarderà chi lo scandalizzava…
In realtà il personaggio “chiave” nella parte finale del film non sarà Tommaso, nè il fratello Antonio; ma tranquilli… qualora non l’abbiate già visto non sarò io a raccontarvi il finale. E’ si un film uscito nel 2010 e quindi probabilmente visto al cinema, ma qualora non l’abbiate fatto è possibile vederlo in dvd, come è capitato a me, o se lo riproporranno in TV.
“Non siate tristi per me, quando non sentite la mia voce in casa; la vita non è mai nelle nostre stanze. Muoriamo…e poi torniamo, come tutto”, il messaggio trasmesso prima della sigla finale di un film che fa sorridere e spesso riflettere, con momenti anche profondi, come riportato in questa serie di micro-interviste.
Non credo sia una novità la capacità di Jim Carrey di farci sorridere in qualsiasi suo film.
Ho assistito quindi con “moderata” tranquillità al suo ultimo “I Pinguini di Mr.Popper”; a Carrey si aggiungono come personaggi principali Carla Gugino, Ophelia Lovibond, Angela Lansbury(tra i suoi personaggi più diffusi Jessica Fletcher, “La signora in giallo”) – nel film intelligentemente con lo stessa doppiatrice -
E’ facile rendere sommariamente/male la trama; banalmente si potrebbe dire che un uomo d’affari, Tom Popper, eredita dal padre ”un” pinguino, che gli cambierà il modo di vita. In realtà una famiglia di pinguini “in crescita” lo porterà a riflettere sia sull’importanza dei momenti irripetibili, sia a come cambia lui stesso con l’attenzione dei suoi figli ….sia sul contenuto del biglietto del pacco caduto sotto un mobile. Ripensando a lui da piccolo…
Se vi capita di andare al cinema e valutate questa commedia tra gli altri film…ve la consiglio! :). Finale anche carino e pieno di significato.
Se volete ”incontrare” prima o dopo il film i pinguini Urlacchia, Amoroso, Mordicchia, Tontino, Capitano e Puzzoso….(ebbene si, sono i loro nomi ) potete accedere a www.ipinguinidimrpopper.it. Disponibile anche pagina facebook (consigliata) e canale twitter dedicato.
Alcuni giorni fa ascoltavo alcuni brani di Noemi, della quale mi piace molto il timbro di voce e lo stile; bellissimo ad esempio “L’amore si odia” interpretato con Fiorella Mannoia. Arrivava quindi il momento di “Vuoto a perdere“.
Vi è mai capitato di ascoltare un brano e sentire un accenno di qualcosa di familiare? Il ritornello con il suo “Sai…ti dirò come mai…” mi sembrava uno stile preciso e continuato. Non una “copiatura”…no, proprio proprio “tale e quale” mi sembrava di sentire quasi un’altra voce. Come se fosse una “cover”, un omaggio a qualcuno.
Dato che proprio non mi veniva in mente quell’associazione…facile con una ricerca su internet trovare l’autore del testo di quel brano per Noemi, Vasco Rossi, e associare a quel ritornello la voce e stile che ricordavo. Bello poi il video, con parte del cast del film “Femmine contro maschi” (il brano è nella colonna sonora); riconoscibile ad esempio Serena Autieri.
Bel brano e bella voce…
In questo altro video, all’Olimpico nel pre-concerto di Vasco Rossi, l’autore del brano (essendo il tutto in uno stadio) è maggiormente riconoscibile.