Google Play, non solo applicazioni…ma anche libri da leggere offline e online

Precedentemente conosciuto come Android Markets, è già noto da tempo come Google Play permetta di scaricare applicazioni per il proprio tablet o cellulare con Android.

Nel breve video sopra mostrato, in inglese ma penso ben comprensibile a tutti, viene mostrato come sia da poco possibile accedere a libri scaricandoli (gratuiti e a pagamento) con il nuovo ambiente Books del Google Play; leggere libri “offline” o collegati, in qualsiasi punto noi siamo… Se ne parla naturalmente anche sul Blog di Google Italia.

Per i vari testi  disponibile una dettagliata scheda e per molti un’anteprima del contenuto. Una bella spinta, secondo me, all’utilizzo di cellulari e soprattutto dei tablet come “lettori” per libri…

Buona lettura…e buona vita.

Flavio Insinna, un uomo che sa fermarsi e che prova anche a ripartire

Ha tirato giù la saracinesca, come ha detto lui stesso in questa intervista, per un periodo; ora riparla di questo periodo e di suo padre (del quale ho saputo della morte da questo video) con i sorrisi (anche se sembra trasparire un comprensibile  fondo di tristezza) e la saggezza di sempre.

Mi ha solo personalmente  ”stonato” nel primo dei due servizi   la citazione sul fermare il tempo e al dover diventare di colpo responsabile di chi ha commentato quel mini-filmato  (chissà perchè avevo la sensazione che già lo fosse, ma quel dolore è purtroppo normale che stravolga, un dolore per il quale le parole sono sempre “evitabili” a commento da altri). Nell’eloquente intervista viene anche spiegato il significato della sedia nella copertina nel libro “Neanche con un morso all’orecchio”. Bella la precisazione che il libro non è terapeutico, ma che per lui è stato un altro tipo di cammino.

Bella anche la lettera ricevuta da lettore, da lui ricevuta, con il quale chi gli ha scritto ha espresso che ha capito da quel libro che doveva parlare con suo padre ed è corso a farlo. Una riflessione sul fatto che avere i genitori vicino contraddistingue momenti particolari, raccontando Insinna di come dopo essere uscito  tornava spesso indietro coccolando suo padre.

Particolare anche il racconto (a domanda) dell’infermiera che non faceva entrare tutti i familari (tre), con la sua citazione di paragone con l’entrata di una discoteca. Sarebbero entrati solo in 3; “appena ci mettono su  una porta con un pò di potere ci sentiamo padroni del mondo…” e la sua umana paura di rimanere seduto li fuori e che succedesse…

Particolare tra i tanti momenti di rilievo: a 3 min circa  del video quando Mara Venier cita che lei nel tran tran quotidiano  normalmente non legge i libri che riceve tornando a casa e lui  sembra suggerirgli sia con l’espressione che con il “tutti”  finale di precisare  il fatto che anche gli altri li leggerà quest’estate…Grande sensibilità e attenzione agli altri.

Rivedersi in quei video lo faceva visivamente soffrire, come ha accennato al termine del video. Specialmente, temo, nelle parti di trasmissione “Affari tuoi” che era un tutt’uno con lui, oserei dire “fatta” per lui come lo era secondo me il suo ruolo in “Don Matteo” e altri.

Grande Flavio Insinna, grazie per essere ancora con noi.

Gestire la propria libreria ebook con un unico strumento: Calibre

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Ebook o libro stampato? Negli ultimi mesi imperversa su internet la guerra tra carta e schermo, tradizione ed innovazione, reale e virtuale. Quale delle due parti avrà la meglio (se avrà la meglio) sta a voi, ed al mercato, deciderlo.

In attesa del responso vorrei presentarvi uno dei migliori software per catalogare, convertire, gestire e collezionare ebook. Sto parlando di Calibre!

Calibre è un software freeware, quindi totalmente gratuito, disponibile anche in italiano per sistemi operativi Win, Mac e Linux che vi permette di creare una libreria di ebook. Per ognuno di questi è possibile scaricare automaticamente  da internet i metadati (titolo, autore, casa editrice, collana, voto della critica, voto dei lettori etc.) e la copertina originale. Si creerà così un vero e proprio database degli ebook che possedete e, grazie a questo software, potrete farci praticamente tutto: organizzare i contenuti per autore, titolo, genere o voto; aggiungere tag o piccole note ad ogni libro; convertire in diversi formati i vostri ebook.

E’ proprio questa una delle caratteristiche chiave di Calibre: può convertire in praticamente qualsiasi formato (txt, rtf, doc, zip, pdf, epub, azw, etc.) ogni vostro ebook, in base alle vostre preferenze o magari a quelle del vostro lettore ebook o del vostro tablet: non tutti sanno, infatti, che la maggior parte degli ebook-reader “preferisce” i libri in EPUB, formato creato ad-hoc da Adobe proprio per la diffusione di libri elettronici. Altri ebook-reader, invece, come ad esempio il Kindle di Amazon, usa formati proprietari, scartando tutti gli altri formati.

Con Calibre non ci sarà più nessun problema: avete un libro in PDF o addirittura in DOC? Il software convertirà uno o più libri in EPUB, pronti per essere letti. Inoltre, Calibre può essere impostato per convertire ebook ottimizzati per il vostro dispositivo (tablet o ebook-reader): basta scegliere nelle impostazioni di conversione il vostro lettore tra quelli di una vasta lista.

Tra le altre, numerose funzioni Calibre ha un motore di ricerca interno collegato ai maggiori ebook-store (vedi Amazon, Google Books etc.) per l’acquisto di libri direttamente dal software. Altra funzione da non dimenticare è quella della condivisione di libri: impostando infatti con pochi semplici passi il proprio indirizzo email, si può inviare automaticamente ad una o più persone una copia di un ebook via posta elettronica o, addirittura avviare un “server di contenuti” così da avere accesso alla propria libreria tramite un normale browser su qualsiasi computer oppure tramite iPhone o smartphone Android tramite la relativa app. Tra le altre cose, inoltre, sul sito di Calibre è disponibile una lista di libri scaricabili per la maggior parte gratuitamente; sfortunatamente la quasi totalità è -per ora- in inglese.

In definitiva, Calibre si presenta come una soluzione all-in-one e gratuita per la gestione “totale” di ebook, soprattutto per chi possiede già una vasta collezione di libri virtuali ma anche per chi sta piano piano accrescendo la propria libreria.

E voi? Cosa ne pensate? Provatelo e fatemi sapere!

aNobii: splendido esempio di web 2.0 per gli amanti della lettura

aNobiiNei paesi anglosassoni viene spesso usato un epiteto per indicare chi passa molto tempo sui libri: “tarlo della carta” o, in latino, Anobium Punctatum. E’ da qui che prende il nome aNobii, social network dedicato ai libri ma soprattutto agli amanti della lettura.

Alzi la mano chi di voi può dire di non essersi mai lasciato consigliare o influenzare da un amico o da un conoscente riguardo all’acquisto o alla lettura di un libro.

Bene, aNobii è una rete sociale, nata nel 2005, che ha globalizzato il tipico “passaparola“: il servizio, gratuito, dà la possibilità infatti ad ogni utente di condividere con gli altri iscritti la propria “libreria virtuale” nella quale inserire, tramite un apposito motore di ricerca interno o addirittura tramite codice ISBN (il codice di 10 cifre che trovate su ogni libro), tutti i libri posseduti e/o letti. Ogni utente ha quindi la libertà di commentare, votare o recensire un libro della sua libreria o di visualizzare quello che fanno gli altri utenti.

Si creano così, a seconda dei gusti, varie e diverse librerie: aNobii quindi calcola automaticamente il “grado di compatibilità” fra ogni utente, evidenziando quali tra i vari lettori siano più vicini tra loro. Ne consegue che si creano delle comunità, o “gruppi”, di utenti con gli stessi gusti, tra la quale aNobii permette tra l’altro lo scambio o la vendita di libri.

L’idea di fondo è, a mia opinione, geniale: personalmente, quando sono in ricerca della mia prossima lettura, mi rivolgo sempre più spesso ad aNobii, e alle migliaia di recensioni e classifiche stilate dagli utenti stessi. Mi faccio consigliare da un “vicino” che ha magari gusti simili ai miei, oppure chiedo un parere ad un gruppo che mi dà indicazione su quale sia il miglior libro di quel genere o di quell’autore e aggiungo il libro alla mia “lista dei desideri”. Da buon “social network”, poi, non posso negare di avere fatto delle belle conoscenze, che ho aggiunto alla mia lista di “amici”.

Il servizio si integra a Facebook e Twitter, così da poter condividere le proprie librerie o i propri libri in lettura con i più famosi Social Network. Inoltre sono state da poco create le app per iPhone e Android, grazie alla quale per inserire un libro nella propria libreria basta soltanto scattare una foto al codice a barre del libro.

Per concludere quindi, aNobii è uno strumento molto utile per chi, come me, piace leggere e condividere le proprie esperienze, per chi ha bisogno di un consiglio per un acquisto o magari per un regalo e per chi, semplicemente, ha voglia di fare nuove “amicizie letterarie”: a proposito, se vorrete dare un’occhiata al sito, il mio profilo si trova qui. Aggiungetemi!

Autori “scomodi, in arrivo un “indice dei libri proibiti”?

saviano-autori-scomodiNel Veneto hanno iniziato a circolare “liste di proscrizione” di autori “sgraditi” al centrodestra, dei cui testi vari amministratori locali avrebbero chiesto la rimozione da ogni scuola e biblioteca pubblica! Primo in lista? Ovviamente Roberto Saviano!
Un recente servizio del Tg3, infatti, ha rivelato come nella biblioteca civica del comune di Preganziol (seguita a ruota da altre Amministrazioni) “Gomorra” (best-seller venduto in “2 milioni” di esemplari solo in Italia e tradotto in “43 lingue” nel mondo) è stato ritirato dagli scaffali!

La motivazione ufficiale del “bando veneto” sarebbe la necessità di una presa di distanza dai cd. “autori pro-Battisti”, firmatari nel 2004 di un appello per la liberazione di Cesare Battisti. Autori che, in realtà, non hanno certo “inneggiato al terrorismo”, limitandosi piuttosto a sollevare dubbi sulla regolarità del processo -a loro dire, “sommario“- a carico del terrorista rosso e ad invocare un “atto di clemenza” in favore dello stesso per chiudere la pagina nera degli “anni di piombo” senza l’ostinata ricerca di “capri espiatori”.

Com giudicare tale forma di “boicottaggio letterario“?
Francamente l’appello alla “gogna mediatica” lanciato da alcuni esponenti pidiellini veneti, Paride Costa e Roberto Bovo (e prontamente raccolto, tra l’altro, dagli assessori alla Cultura della provincia di Venezia e della regione Veneto), a danno di intellettuali responsabili semplicemente di avere offerto una “lettura diversa” di una vicenda (storica, umana e giudiziaria) così complessa, appare un atto d’inaccettabile arroganza, di “terrorismo culturale”!

E’ di chiara evidenza che il caso Battisti sia solo un pretesto per “mettere all’indice” alcuni scrittori “scomodi”, per imbavagliare -in qualche modo, “punire”- qualsiasi forma di esplicito “dissenso“, per avallare una “porcata censoria” bella e buona!
Lo conferma il fatto che Saviano, bersaglio principale dell’iniziativa, da oltre un anno abbia già ritirato la sua firma in calce all’appello “incriminato”. Considerando, poi, che i primi inviti ai bibliotecari affinché rimuovessero i libri di Saviano dalle biblioteche sarebbero circolati subito dopo la trasmissione-evento “Viani via con me”, si tratta forse di una “ritorsione” in risposta alle recenti polemiche tra lo scrittore di Gomorra e il ministro Maroni???

Il fatto stesso che si concepisca una simile “provocazione” è sintomatico della “bassezza etica e morale” raggiunta da una classe politica che offre segni sempre più evidenti di “squilibrio e intolleranza”. Alcuni amministratori pubblici hanno dato l’impressione, infatti, di voler amministrare un bene pubblico -quale la Cultura- come se si trattasse di una “cosa loro”! Siamo al “delirio d’onnipotenza”, al superamento di ogni “limite di decenza”! Il clima che si cerca di fomentare è da vera e propria “caccia alle streghe” (o ai “Premi Strega”, quale Tiziano Scarpa!), che rischia di alimentare l’odio politico nei confronti di chi manifesta un minimo “spirito critico” nei confronti del pensiero pubblico prevalente.

L’aspetto più grave del boicotaggio “sui generis” adottato in Veneto, infine, è che non si tratta di una censura “ad actum” (di un testo in particolare, per i suoi contenuti) bensì “ad personam” (di una lista di scrittori), così finendo col censurare delle opere letterarie in base alle presunte credenziali morali e politiche dei loro autori! Ma se la politica pretende di definire “il bene e il male”, perché non chiedere la rimozione anche di opere come l’autobiografia di Erik Priebke o il “Mein Kampf” di Adolf Hitler? E perché non censurare i testi di quegli autori atei, come Piergiorgio Odifreddi, che osano porre dubbi persino sull’esistenza storica di Gesù Cristo?!
Semplice: perché la cultura o è “libera” o “non è” cultura, bensì qualcos’altro (ad esempio, “propaganda”!).

Se prevalesse questa “logica censoria“, allora, il rischio maggiore sarebbe di veder ampliare “a dismisura” l’elenco degli autori “messi all’indice”: se oggi si “criminalizzano” quaranta intellettuali firmatari di un appello, chi garantisce che domani la schiera degli “sgraditi”, degli “anti-italiani”, dei “nemici del Popolo”, non si allarghi a ricomprendere tutti coloro che esprimano un’opinione politicamente “scorretta” o, comunque, “minoritaria”???

“Democrazia” non vuol mai dire “dittatura della maggioranza”: esprimere un’opinione è sempre un “diritto”, mai un “privilegio” concesso a chi si conforma al giudizio più comune! Un Paese, infatti, può dirsi pienamente libero solo quando si dimostra capace di accettare tutte le idee, anche le più “scomode” o isolate: questo è il prezzo che “si deve” pagare per distinguersi da paesi come la Cina, la Russia o la Libia!

Ciò detto, perché la politica, piuttosto che occuparsi di redigere “liste nere” d’autori sgraditi, non si interroga sul fatto che il numero di lettori in Italia scende di anno in anno (come testimoniato dagli ultimi dati del Censis e dell’Istat)?
E perché gli amministratori locali, piuttosto che “svuotare” ancor di più le nostre biblioteche, non si impegnano a riempirle, considerando che in Italia, ogni 100 abitanti, ci sono solo 70 libri nelle biblioteche pubbliche (contro i “246″ libri negli Stati Uniti, 237 in Francia, 231 in Giappone, 188 nel Regno Unito, 127 in Germania, 93 in Spagna e 88 in Grecia, come ci rivela una tabella della European House-Ambrosetti)?!

Autore: Gaspare Serra (Studente di Giurisprudenza, Palermo)

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