Ci si chiede e si dice sempre che la libertà ha un prezzo

Prezzo della LibertàCi si chiede e si dice sempre che la libertà ha un prezzo. Quel prezzo talvolta è molto alto.

Quante vedove, orfani di padre e genitori che perdono i figli? E si muore per la libertà. In sei, in dieci, in tanti: si muore e arriva il cordoglio dei Capi, la maledetta solidarietà dei politici, in attesa dei prossimi martiri.

Ma la libertà costa, ci dicono, ha bisogno di cordoglio e solidarietà, ed è dentro la “real politik”, ovvero dentro l’ipocrisia di Stato e degli Stati. Ipocrisia si, l’ipocrisia di chi non sa dire di no, che non sa dire le cose come stanno: i rischi che si corrono per le “missioni di pace”, quante vite possono spezzarsi e famiglie demolirsi per la libertà, in attesa della libertà. Chi paga questo prezzo aveva un’idea della libertà; la portava a casa ogni volta che la licenza permetteva, parlava di quel Paese e mostrava le sue foto, esternava le sue impressioni, con i suoi faceva progetti per una casa e per il matrimonio e altri ancora, per i figli che non nasceranno perchè il mancato papà lottava per la libertà.

In attesa che la storia cambi, ma la storia non cambia – si uccide per soffocare la libertà e si rimane uccisi per difenderla – non restano che milioni di lacrime da versare, perchè loro, le lacrime, non si stancano e non cambiano: proprio come la storia. E ogni storia di libertà dimentica in fretta quanto costa la morte.

Costa tanto la morte. “La morte si sconta vivendo”, scriveva Ungaretti, e la vita? La vita non fa sconti in nome della libertà, perchè per ogni persona libera c’è un morto. Vogliamo dimenticarlo perché ci fa bene.

Ma intanto, sappiamo, sappiamo bene, rileggendo la storia, che la maledetta storia siamo noi e non è un’ astrazione e che l’uomo proprio non vuol cambiare mai, e morire in nome di essa costa tanto, a volte troppo.

Intanto piangiamo lacrime che costano tanto, come la morte dietro le linee nemiche con la responsabilità degli “amici” che esprimono la loro inutile e riciclata e maledetta solidarietà in attesa della libertà, quando questa sembra una chimera, e intanto paghiamo, maledizione se paghiamo!

Autore: Danilo

Chiude Italia.it, il portale dello spreco italiano

Qualche mese fa girovagando su internet mi sono imbattuto nel portale italia.it . A prima vista mi è sembrato un sito interessante, ma navigandovi e leggendo lo scopo della sua creazione mi sono reso conto della grave carenza di contenuti rispetto all’obiettivo originario che era di dare lustro alla nostra nazione.

Chiude Italia.it il portale dello spreco italiano

Qualche giorno fa, ascoltando lo zoo di 105, sono venuto a conoscenza di alcune informazioni che fanno rabbrividire, come ad esempio i quasi 60 milioni di euro spesi per la sua creazione e la sua gestione che è stata realizzata utilizzando joomla, un software del tutto gratuito.
Sabato leggo della sua definitiva chiusura, un ennesimo progetto dello stato italiano, finanziato con i nostri soldi, fallito miseramente.
Io mi chiedo come sia possibile una cosa del genere! Buttare una marea di soldi di altre persone in un progetto già vecchio in partenza e che poteva essere realizzato con delle semplici tecnologie standard (ecco un esempio) ed un buon gruppo di storici, critici e guide turistiche Icona Sorriso. Voi cosa ne pensate?, aspetto i vostri commenti.

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