Eutanasia: E’ Sempre Meglio Scegliere a Favore della Vita

‘Aiutare un essere umano a morire’ o ‘aiutarlo a concludere la sua vita con dignità’, sono due maniere molto diverse per esprimere lo stesso concetto: Eutanasia.
Dare o meno la possibilità di scegliere o di far scegliere una morte dignitosa rispetto ad una morte sofferta, è un argomento di primo piano, che riesce a smuovere interi Stati (Terri Schiavo, USA) ed è molto sentito da tutte le religioni e dagli atei.

E’ Sempre Meglio Scegliere a Favore della Vita

L’eutanasia secondo me è sempre esistita, è stata sempre criticata da alcuni ed accettata da altri. C’era nell’antica Grecia come forma di scelta di libertà, c’è sempre stata in guerra per evitare ‘sofferenze inutili’ ed è presente ora in tutto il mondo, con maggiore concentrazione nei paesi più poveri. Infatti nei paesi dove si riesce a stento a sopravvivere, il pensiero di ognuno è: ‘perché privarmi di qualcosa, rischiando di morire, per aiutare una persona che è già morta’. Questo stesso ragionamento si era radicato in Germania durante la Prima Guerra Mondiale, quando le condizioni erano disastrose, infatti i medici affrettarono la morte di una parte di malati cronici, considerati ‘bocche inutili’.

Per me l’applicazione dell’eutanasia è sbagliata, nessuno ha il diritto, nemmeno il diretto interessato, di decidere quando terminare la propria esistenza terrena, nessuno può scegliere la morte ad una vita senza dignità.
Le posizioni a suo riguardo sono molteplici. Alcuni ritengono, come il mondo cattolico, che affrettare intenzionalmente il processo naturale della morte non sia un diritto di nessuno; anche se Paolo VI affermò che in alcuni casi la rianimazione vegetativa è da non utilizzare, infatti “il dovere del medico consiste nell’adoperarsi a calmare la sofferenza, piuttosto che prolungare una vita che va naturalmente verso la sua conclusione”.
Il mondo arabo è nella maniera più assoluta contrario all’eutanasia, tanto da considerarla al pari del suicidio. Gli ebrei considerano doveroso il doversi occupare della dignità del malato somministrandogli farmaci antidolorifici, anche se possono affrettarne la morte (purchè il loro scopo non sia proprio questo). Con questa concessione accettano in parte l’eutanasia, il cui significato è concludere prima del suo corso naturale una vita, dovendo contemporaneamente rispettare due diritti: la tutela della sanità della vita e l’esigenza legittima di liberare dalla sofferenza.
E’ infatti questo contrasto tra diritti, con la conseguente impossibilità di scegliere quale prevalichi l’altro, ad essere al centro delle discussioni di coloro che vogliono legalizzare l’eutanasia, infatti molte organizzazioni hanno proposto delle soluzioni attraverso le quali il diretto interessato può scegliere in anticipo come terminare la propria esistenza.
Nel mondo esistono molte organizzazioni che cercano di proporre leggi che regolino definitivamente questa pratica, infatti in alcuni Stati l’eutanasia non è regolata in alcun modo.
Speriamo che si arrivi finalmente ad una conclusione che possa garantire in primis la dignità dell’essere umano e il suo diritto a vivere. Voi che opinione avete a riguardo?

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Pubblicato da

Vincenzo Ferme

Quando ho voglia scrivo di ciò che mi pare. Parlo di ciò che mi gira per la testa, di ciò che vedo, di ciò che faccio. Pubblico guide, recensioni, notizie, critiche e tutto ciò che mi passa sotto mano e che penso sia interessante.

8 pensieri riguardo “Eutanasia: E’ Sempre Meglio Scegliere a Favore della Vita”

  1. Il termine più usato nei post sull’eutanasia è DIGNITA’, non capisco perchè, forse non conosco la lingua italiana. Con la parola dignità creiamo un’ambiguità dalla quale non si esce. Parliamo invece di DOLORE che non dà adito ad interpretazioni arbitrarie.

  2. La prima “eutanasia” l’ho vista al cinema quando ero ragazzo. L’amico dell’interprete era stato catturato dagli indiani e messo a cuocere su una rudimentale raticola, l’interprete ,solo, da lontano gli ha sparato in testa. E’ sempre EUTANASIA? Sto parlando di 50 anni fa, nessuno ha pensato che l’interprete (ovviamente un mezzo eroe) avesse un’altra alternativa.

  3. Ciao Carlo, sono contento di ricevere la tua critica ed ho letto l’articolo da te segnalato. Fortunatamente non mi sono mai trovato di fronte ad una situazione del genere, forse per questo il mio pensiero è quello descritto nell’articolo. Ma ci credo e spero di continuare a crederci.

  4. Sul post: una donna si appella a Sarkozy,”Voglio poter morire” potete trovare la mia interpretazione in merito. Personalmente ho provato 2 o 3 volte un dolore molto forte per un paio di giorni. Propormi di sopportarlo per mesi o anni è IMPENSABILE e riterrei legittima difesa uccidere chi me lo impone. CHIARO!!!!
    In caso di sofferenze sopportabili, sono per resistere, ma la soglia di sopportazione presumo sia personale.

  5. L’uomo deve essere rispettato nella sua dignità di vivere e forse anche di morire. L’accanimento terapeutico è un abuso secondo me, in condizioni umanamente disperate e non reattive non ci si può accanire…Poi credo che in ogni situazione ci si debba trovare…Bello spazio di riflessione.
    A presto, Altraepoca

  6. Ovviamente la speranza ci deve essere, ma io sono del principio che ognuno è libero di scegliere quello che vuole fare della propria vita. In situazioni dove ciò che ti tiene in “vita” (perchè vivere allo stato vegetativo non è vivere, ma solo avvicinarsi lentamente e con atroci dolori alla morte) è solo una spina, e sei incapace di fare qualsiasi cosa, forse è il caso di staccarla.
    Se mia madre, colpita da un grave malanno (grattamose 😀 ), vivesse così, e mi chiede di porre fine alle proprie sofferenze e di avere una morte serena e indolore, io subito esaudirei il suo desiderio.

  7. Ciao Luca, grazie del tuo commento. Sinceramente, forse perchè fortunatamente non ho avuto modo di provare da vicino una situazione di questo tipo, io desidererei continuare a vivere, anche nelle condizioni da te descritte. Penso che ci sia sempre una strada, ci sia sempre una speranza, ci sia sempre una cosa straordinaria che può accadere e che bisogna lasciare la possibilità che accada. Anche per questi motivi dico che l’eutanasia è sbagliata.

  8. Preferisci vivere un anno come un vegetale con tre tubi attaccati al collo o fare una morte veloce e indolore?
    Io credo la seconda.

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