“Festa” della Donna: Ricordiamo le Vere Origini?

Festa della Donna

Un gruppo di operaie di una industria tessile di New York sciopera contro le condizioni disumane incui si trovano a lavorare.

Lo sciopero continua per varie giornate fino all’8 marzo quando la proprietà dell’azienda blocca le uscite della fabbrica, impededendo alle operaie di uscire.

Un incendio ferisce mortalmente 129 operaie.

l’8 marzo diviene simbolo dei soprusi che la donna ha dovuto subire nel corso dei secoli e il punto di partenza per il riscatto della propria dignità.

l’8 marzo oggi è ….una festa, come san valentino una giornata commerciale, dove ai semafori acquistiamo mimose dagli zingari a poco prezzo.

Ma cosa c’entra tutto questo?

Propongo a tutti i lettori del blog una divulgazione di massa di astensionismo dall’acquisto di mimose o da futili cene in nome di una femminilità che non è senz’altro quella per cui si spensero le vite delle 129 operaie.

L’8 marzo è, quindi, il ricordo di quella triste giornata.

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7 pensieri riguardo ““Festa” della Donna: Ricordiamo le Vere Origini?”

  1. Grazie della spiegazione…hai ragione…povere donne!! 😦 non è giusto andare a cena fuori a divertirsi si dovrebbe andare al cimitero o in chiesa a pregare

  2. Sono d’accordissimo sulla commercializzazione che ne è stata fatta di questa ricorrenza dedicata alle conquiste sociali della donna nel corso della storia, però che io sappia la questione che l’8 marzo sia dedicata alle donne morte arse vive nella fabbrica di cotone a New York nel 1908 è un falso:
    “Così, nel dopoguerra, cominciarono a circolare fantasiose versioni, secondo le quali l’8 marzo avrebbe ricordato la morte di centinaia di operaie nel rogo di una inesistente fabbrica di camicie Cotton o Cottons avvenuto nel 1908 a New York, facendo probabilmente confusione con una tragedia realmente verificatasi in quella città il 25 marzo 1911, l’incendio della fabbrica Triangle, nella quale morirono 146 lavoratori, in gran parte giovani donne immigrate dall’Europa. Altre versioni citavano la violenta repressione poliziesca di una presunta manifestazione sindacale di operaie tessili tenutasi a New York nel 1857,[3] mentre altre ancora riferivano di scioperi o incidenti verificatesi a Chicago, a Boston o a New York”

    http://it.wikipedia.org/wiki/Giornata_internazionale_della_donna

  3. La festa dell’otto di Marzo

    Che dice la festa dell’otto di Marzo
    che torna ogni anno
    da più di cent’anni
    a sollecitare le menti
    i cuori e le gole di tutte le donne?

    Cambiata è la storia passata
    Cambiata, cambiata!

    Benché sottomesse ed uccise
    nascoste, punite e sfruttate
    picchiate e stuprate
    la lotta non vede la sera
    la forza di noi donne unite
    può darci una vita
    più piena, più vera
    per noi
    per voi
    per tutta l’umanità intera

    ciò canta e ciò dice
    e il cor che l’ascolta è felice!

    Pierino Pennesi
    Allumiere, 7 Marzo 2011.
    [parafrasando la “pioggerellina di Marzo” di A.S.Novaro composta esattamente il 7 Marzo dell’anno 1910 anno in cui fu istituita la giornata internazionale di lotta per l’emancipazione della donna in ricordo della strage delle operaie della Cotton di New York avvenuta l’8 Marzo del 1908]

  4. Mi ricordo che anni or sono il racconto, visto da destra, era diverso: il proprietario chiamò la Polizia, che, trovando la porta sbarrata, tentò di sfondarla. Le scioperanti ammassarono nell’androne tutte le masserizie che trovarono e poi diedero loro fuoco. Non avevano tenuto conto che tutte le finestre erano munite di robuste inferriate, e nell’incendio della fabbrica morirono tutte. Però la data sarebbe 1896…Chissà?

    1. Ciao, non sono l’autore diretto dell’articolo ma ne ho permesso la pubblicazione. Come tu dici esistono altre versioni per la nascita di questa “festività” ed una di quelle è presentata in questo articolo. Avendo trovato online molti riferimenti a questo “racconto”, anche abbastanza sicuri, ho deciso che la pubblicazione sarebbe stata opportuna. Naturalmente smentite, o diverse versioni ( come da te proposto ), sono ben accettate.

      1. Ciao MondoFree, copio la storia esatta dell’incendio:

        Il 25 marzo del 1911 ci fu un incendio alla «Triangle Shirtwaist Company» di New York (a Washington Square, nella zona industriale Est di Manhattan), che produceva le camicette alla moda di allora: ma erroneamente si è diffusa la credenza secondo cui la tragedia sarebbe avvenuta l’8 marzo. Nel rogo morirono 146 operai di cui 129 donne, quasi tutte camiciaie immigrate italiane ed ebree dell’Europa dell’Est. Erano rinchiuse a chiave nello stabilimento durante il lavoro per il timore di furti o di pause troppo lunghe: 62 di loro nel disperato tentativo di scampare alle fiamme si lanciarono dalle finestre dell’edificio, alto 10 piani. Alcune avevano 12 o 13 anni e facevano turni di 14 ore al giorno: la settimana lavorativa andava dalle 60 alle 72 ore con un salario dai 6 ai 7 dollari la settimana. Gli unici superstiti furono i proprietari della fabbrica, Max Blanck e Isaac Harris, che si misero in salvo senza preoccuparsi di liberarle. Il processo che seguì li assolse e l’assicurazione pagò loro 445 dollari per ogni operaia morta: il risarcimento alle famiglie fu di 75 dollari.

        Per lo scrittore dell’articolo: “astenseismo” non esiste, forse volevi dire “astensionismo”…

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