Chiesa: l’educazione cattolica e il progresso

La chiesa ed il progressoCome possono convivere dentro una persona il credo di un’educazione cattolica ed una visione progressista di vedere il mondo?

Sono cresciuto a Milano, in un ambiente che – rispetto ad altre realta’ che ho sperimentato negli anni, viaggiando per il mondo – era relativamente progressista. Il sapere e conoscere il mondo intorno erano cardini importanti nel definire chi eravamo. Tanto quanto l’impegno nell’aiutare gli altri. Gli insegnamenti cattolici non si sono quasi mai interposti fra un’educazione libera e la nostra crescita spirituale. Anche i preti che ci circondavano vedevano la fede in modo dinamico, mettendo l’impegno verso gli altri come obiettivo principale degli insegnamenti religiosi. Mi ricordo, per esempio, che ogni anno ci coinvolgevano in opere di volontariato.

Con gli anni mi sono allontanato dalle formalita’ religiose, ma ancora oggi sono orgoglioso dell’occhio interiore che la mia educazione cattolica mi ha dato, rivolto prima di tutto a rispettare le aspirazioni e la felicita’ mie e della mia famiglia, e poi agli altri intorno.

E voi? Se avete frequentato una scuola cattolica o di un altro ordine religioso, trovate difficile conciliare i principi di quella esperienza se non vi interessa piu’ la parte formale della fede? Raccontate le vostre esperienza lasciando un commento a questo articolo.

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2 pensieri su “Chiesa: l’educazione cattolica e il progresso”

  1. jnardiello, la mia e’ una riflessione personale. Non ho il controllo sulle tue emozioni, ma spero che la tua rabbia sia durata poco, perche’ non ne vale la pena.

    Io non ho scelto di nascere in un paese cattolico, di crescere in una famiglia cattolica, di studiare in una scuola cattolica.

    A un certo punto della mia vita ho guardato dentro e mi sono accorto che, se da una parte mi piace coltivare la mia spiritualita’ e l’amore verso gli altri, l’istituzione della Chiesa Cattolica non era quello che volevo.

    Per quanto riguarda l’ipocrisia, non e’ appannaggio della Chiesa.

    Sarei un ipocrita invece se buttassi le relazioni con persone che mi hanno insegnato tante cose. Io guardo i preti che ho conosciuto come persone e alcuni, ancora oggi, li ammiro come esseri umani.

    Non li avrei ammirati se fossero degli indottrinatori, li ammiravo per come pensavano, per il lavoro che facevano con gli altri.

    Non so perche’ avessero fatto la scelta di entrare nella Chiesa. Ma oggi ho smesso di mettere sul banco d’accusa gli altri, di capirli o di cambiarli, e guardo quello che posso imparare e scarto quello che non ti interessa. Oggi, a quarantatre anni, con quattro figli, sogni e passioni lasciati nel passato, sogni e passioni adottati per il presente, la vedo cosi’.

    Questo blog si chiama “Mondo libero”. Libero vuol dire che qui la gente a volte dice cose che non ti piacciono, o che non capisci, o che ti fanno incavolare.

    Grazie per aver risposto al mio pensiero. E scusami per non essere stato chiaro.

  2. Cosa vuol dire non interessa piu’ la parte “formale” della fede? che non vai a messa?

    Mi dispiace, non trovo il senso di questo articolo. Mi vuoi dire che la chiesa e i principi cattolici sono “progressisti”? Guarda, se devo essere sincero mi fai un po’ rabbia. Io credo che quando si parla di chiesa si parla SOLO di ipocrisia, niente di piu’.

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