Il dramma dell’Abruzzo

Terremoto in AbruzzoOgni qual volta la tv o i giornali propongono immagini di gente straziata dal dolore si spera sempre che sia l’ultima volta che i nostri occhi debbano vedere un simile scempio, purtroppo, non è mai così.

Il terremoto che ha colpito l’Abruzzo nella notte del 6 aprile scorso è stata definita la peggiore tragedia dall’inizio del millennio. Il violento evento sismico di magnitudo 5,8 ha registrato il suo epicentro vicino l’Aquila. Erano le ore 3:32 quando la terra ha tremato, distruggendo un’intera città: Onna, facendo crollare un’intera casa dello studente (abitazione che probabilmente molti ragazzi avrebbero lasciato tra non molti giorni per tornare nella propria terra a festeggiare la santa Pasqua con i propri familiari) e rendendo inagibili diverse zone dell’ospedale del luogo, costringendo i medici a curare i feriti anche all’aperto.

E in tutto ciò c’era persino chi aveva preannunciato la tragedia, il signor Giampaolo Giuliani, ma gli esperti sostengono che sia impossibile prevedere un terremoto.

Quella triste notte, colti nel sonno non tutti sono riusciti a scappare e molti sono stati inghiottiti dalle macerie. Il bilancio delle vittime è pesantissimo: oltre 250 morti, 1000 feriti, 28.000 sfollati. Proprio per quest’ultimi sono state allestite diverse tendopoli per permettere a chi è rimasto senza casa di avere un luogo in cui trascorrere la notte, anche se sono molte le persone che hanno preferito dormire in auto, mentre altre ancora sono state ospitate negli alberghi della costa.

Gli italiani rimangono in ansia davanti al televisore nella speranza che giunga qualche buona notizia. E, in effetti, le buone notizie non tardano ad arrivare; ci si commuove nel sentir la storia di una mamma che facendo da scudo con il proprio corpo è riuscita a salvare la sua piccolina, si è meno scettici nei confronti della tecnologia quando si ascolta il racconto di un giovane ragazzo ventenne che afferma di essere stato estratto delle macerie grazie alla telefonata ricevuta sul proprio cellulare dalla sorella, si crede ancor di più al fato quando ascoltiamo la voce di chi si è salvato perché non era ancora rientrato a casa, si sorride di fronte al ritrovamento di una vecchietta che trascorreva il tempo sotto le macerie lavorando all’uncinetto, si resta increduli ma felici nell’apprendere che una ragazza di 20 anni è stata strappata dalle macerie dopo 57 ore.

Nel frattempo sono diverse le iniziative di solidarietà: Caritas, Croce Rossa, Fastweb, Poste Italiane, Sky e tante altre. Tutte unite da un comun denominatore, aiutare la popolazione abruzzese.

Innumerevoli i messaggi di cordoglio, dapprima quello del papa Benedetto XVI che ha espresso “vicinanza spirituale alla cara comunità de L’Aquila e degli altri paesi”, e dal presidente Napolitano, poi dal resto del mondo: dal presidente americano Barack Obama, da quello russo Dmitry Medvedev e da Nicolas Sarkozy presidente francese. Solidarietà anche da parte del presidente della Commissione europea Josè Manuel Barroso e del presidente serbo Boris Tadic. Non sono mancate, inoltre, le condoglianze e le offerte di aiuto da parte dell’Austria, Germania, Grecia e Israele.

Messaggi di aiuto anche da personaggi dello spettacolo, da Madonna a Carla Bruni-Sarkozy, da Fiorello a Pippo Baudo, e ancora Renzo Arbore, Rita Dalla Chiesa, Maria Grazia Cucinotta, Claudio Baglioni, Enrico Mentana, Mike Bongiorno, Lorella Cuccarini, Maurizio Costanzo.

Anche diverse università italiane si sono rese disponibili nel garantire la prosecuzione dell’anno accademico ai 27.000 studenti frequentanti l’università de L’Aquila.

Una catena di solidarietà, cordoglio e amicizia verso l’Abruzzo, dunque, per lenire le sofferenze di un popolo che ha bisogno di non sentirsi abbandonato.

Ciò che oggi fa paura è che a distanza di due giorni dalla prima scossa la terra non smette di tremare. Sono state, infatti, oltre 350 le scosse sismiche registrate nell’Aquilano. Il pensiero adesso è per la ricostruzione, per i funerali che sono stati celebrati venerdì, che per ironia della sorte è proprio il giorno di Venerdì Santo.

Ci si domanda come sia possibile che esistano persone senza scrupoli, gente che non si ferma neppure di fronte questa inumana tragedia. Gente che non si blocca dinnanzi a vite interrotte, a vite distrutte, gente che non si lascia intenerire da chi con le lacrime agli occhi dice di aver perso tutto, da chi sostiene che dopo una vita di sacrifici non ha nulla, se non un dolore a cui difficilmente potrà essere scritta la parola fine.

E poi innumerevoli le domande riguardanti il futuro di queste persone. È stato garantito che nessuno sarà lasciato solo e che la ricostruzione sarà rapida. Speriamo che sia realmente così e che presto le persone che oggi piangono e urlano contro un destino beffardo possano avere nuovamente una propria calda casa, anche se la ferita sarà difficile da rimarginarsi.

Le uniche parole con cui mi sento di poter concludere, sono quelle utilizzate dalla scrittrice lombarda Ada Negri. Le stesse che utilizzò per esortare la popolazione ad aiutare i superstiti del terremoto di Messina e Reggio del 1908: Pietà fratelli, pietà!

Autrice: Francesca

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Francesca Sacco

“ Fate come gli alberi: cambiate le foglie e conservate le radici. Quindi, cambiate le vostre idee ma conservate i vostri principi". Victor Hugo

2 pensieri su “Il dramma dell’Abruzzo”

  1. Hai perfettamente ragione, concordo con te quando affermi che tutte le tragedie sono orribili. Scrivendo che il sisma in Abruzzo è stata definita la peggiore tragedia dall’inizio del millennio, riporto quanto sostenuto da Guido Bertolaso (per tale ragione ho scritto “è stata definita” e non “definisco”), per onor di cronaca mi è sembrato corretto e doveroso riportare ciò che in merito alla questione è stato affermato…oltre allo tsunami che tu lecitamente hai menzionato, potrei aggiungere, anche, il terribile attentato alle torri gemelle nel 2001 e, ancora, l’uragano Katrina nel 2005. Qualsiasi evento che porta con sè distruzione, terrore, miseria e morte è un orrore che non si può e che non deve essere dimenticato.

  2. Le tragedie sono tutte orribili, ma nel tuo blog dici che il terremoto in Abruzzo e’ stato descritto come la “peggiore tragedia dall’inizio del millennio”.

    Il tsunami del 2004 nell’Oceano Indiano ha causato 225,000 persone.

    In casi come questo, il pericolo e’ sempre lo stesso: che la gente altrove dimentichi.

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