L’attitudine dell’individuo e l’ambiente che lo circonda

Individuo e AmbienteNon c’è dubbio che il luogo in cui viviamo e la società di cui siamo partecipi influiscano molto su di noi. Gli esseri davvero forti spiritualmente, tuttavia, sono molto al di sopra dell’ambiente che li circonda. Cosí, per esempio, anche in una crisi economica, ci sono persone e imprese che riescono a prosperare. Attività dello stesso ramo, vicine le une alle altre, possono avere sviluppi diversi secondo l’attitudine dei loro proprietari. Le persone piene di timori, senza speranza, indecisi, anche in tempi di abbondanza generale possono fallire nelle loro imprese. Questo si ripete attraverso il tempo, da millenni, esemplificando il potere dell’attitudine mentale dell’individuo.

Se, aspettandosi il peggio, una persona si lascia dominare da un sentimento pessimista, anche se il peggio non si e’ verificato, si porta addosso il fallimento e affonda in esso.

Un ambiente positivo accentua le qualità degli esseri umani di grande intelligenza e li stimola, come successe in molte fasi della storia, dall’Atene di Platone, alla Firenze di Leonardo Da Vinci, alla Francia di Voltaire.

Ci sono stati anche individui che seppero superare le avversità intorno a loro, come avvenne a Epiteto, che si innalzò sopra tutti gli ostacoli dell’epoca in cui visse.

Indubbiamente, senza togliergli alcun merito, fu più facile essere Aristotele ai tempi di Alessandro, che Epiteto in quelli di Nerone.

Circondarsi di persone di qualità, cercando ambienti positivi, diventa un fatto utile, intelligente. Se una persona si trova in mezzo a influenze negative, quindi, dimostra la sua superiorità non lasciandosi contaminare dai fattori avversi dell’ambiente che lo circonda.

L’adagiarsi davanti alle avversità intorno a noi è quasi sempre una forma di paura. Anche essendo uno stoico, Epiteto non si conformò come può sembrare: costruí la sua Etica con un sapore di benevolenza, ma come schiavo nel sistema sociale dei suoi tempi fu invece uno degli uomini più liberi della sua epoca, perché si mantenne fedele al suo pensiero.

La maggior schiavitù che un essere umano può soffrire è la perdita della libertà mentale ed è quello che succede in un paese quando in modo indegno si cede alla sovranità della cultura corrente.

Chi si sottomette a un ambiente sociale sapendo che in questo si praticano solo idee viziate o negative è peggiore dell’ambiente in cui vive, perché non fa niente per liberarsi o per liberarlo. Chi si adatta permette di essere omesso, negando il potere che la vita gli ha dato, avvilendosi con inerzia davanti a un destino in cui tutto è dinamico. Finisce per far passare la vita davanti a sé e non ne diventa protagonista.

L’obbligo che bisogna avere davanti al destino non è solo di ricevere una “missione” nel processo evolutivo dell’universo ma di “interagire” col destino; ovvero, essere influenzato ma anche influenzare, contribuendo con quello che abbiamo dentro in cambio della vita.

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