Indro Montanelli ed il giornalismo con il lettore come padrone

Quando ieri leggevo in alcuni quotidiani articoli sul decimo anniversario dalla morte di Indro Montanelli, rimanendo colpito dal dettaglio di quanto veniva raccontato riflettevo sulla possibilità di scrivere un post.

Non amo fare le cose “benino”- tanto per farle (a meno che ovviamente che non sia indispensabile per la cosa specifica) e non è affatto semplice citare un giornalista, scrittore e storico (come giustamente viene definito in Wikipedia) in modo almeno adeguato; pensando però che già ricordarne alcuni aspetti era comunque un dare merito e la consapevolezza di avere il tempo sufficiente a riportare almeno il mio pensiero e la persona… mi hanno definitivamente convinto.

Prima di tutto la sensazione che mi ha sempre dato “a pelle” il sentirlo parlare; il “vero” giornalista (ben rappresentato secondo me dall’immagine all’inizio di questo post, riportata da wikipedia) con la passione per il suo lavoro e per ciò che fa. Un giornalista “con gli attributi”, come riportava simpaticamente.

Dovendo rappresentare in un video questo pensiero penso tra i più idonei questo intervento telefonico in studio

per tre importanti aspetti:

– rappresenta bene uno dei concetti da lui citati nel tempo, il fatto che ogni giornalista dovrebbe avere come padrone il lettore;

– ricorda quanto sia illogico pensare che se si definisce buona una cosa oggi non si possa criticarla domani, se questa cambia; spesso incombe la strana ed errata  logica “oggi non puoi criticare perchè ieri su altre cose eri d’accordo” (a 6.05″)

– in un mondo nel quale in TV ogni interlocutore schernisce chi dice la sua versione negando, va reso onore al successivo Direttore che in questa trasmissione conferma la versione di Montanelli (a 9.08″)

E’ comunque secondo me da ascoltare bene per intero

Da Wikiquote concludo questo mio post con alcune citazioni:

“Gli uomini non sanno apprezzare e misurare che la fortuna degli altri. La propria, mai.” (da Storia dei Greci, Rizzoli 1959)

“L’unico consiglio che mi sento di dare – e che regolarmente do – ai giovani è questo: combattete per quello in cui credete.” (da Soltanto un giornalista, Rizzoli, 2002)

Buona vita.

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