Papa Francesco, dalle parole e dai gesti semplici e diretti (testo e video Angelus di ieri 17 marzo)

Sono di pochi giorni fa (merc. 13 marzo) le sue prime parole da Papa Francesco di Jeorge Mario Bergoglio. Con quel suo silenzio-restare immobile  iniziale,  quel “Fratelli e sorelle buonasera“, quel suo chiedere di pregare per lui prima di dare lui la benedizione, quel suo “a presto” e “Buona notte e buon riposo“…

Oggi c’è stato il suo primo Angelus da Piazza San Pietro.

Ho trovato le sua parole così essenziali e  dirette ( in diversi momenti improvvisate senza seguire il testo scritto, come nel caso dei racconti sul libro, sulla “nonna”) che ho deciso di trascriverle…

“Fratelli e sorelle, buongiorno.

Dopo il primo incontro di mercoledì scorso, oggi posso rivolgere di nuovo il mio saluto e tutti e sono felice di farlo di domenica, nel giorno del Signore. Questo è bello e importante per noi cristiani: incontraci di domenica, salutarci, parlarci come ora qui nella piazza, una piazza che grazie ai media ha le dimensioni del mondo.

In questa quinta domenica di quaresima il vangelo ci presenta l’episodio della donna adultera che Gesù salva dalla condanna a morte; colpisce l’atteggiamento di Gesù: non sentiamo parole di disprezzo, non sentiamo parole di condanna ma soltanto parola di amore, di misericordia che invitano alla conversione. “Neanche io ti condanno, va e da ora in poi non peccare più”. Fratelli e sorelle, il volto di Dio è quello di un padre misericordioso che sempre ha pazienza. Avete pensato voi alla pazienza di Dio? La pazienza che lui ha con ciascuno di noi? Quella è la sua misericordia:  sempre ha pazienza, pazienza con noi…ci comprende, ci attende, non si stanca di perdonarci se sappiamo tornare a lui con il cuore contrito. Grande è la misericordia del Signore, dice il salmo.

In questi giorni ho potuto leggere un libro di un Cardinale, il Cardinale Kasper, un teologo in gamba eh, un buon teologo…sulla misericordia. E mi ha fatto tanto bene quel libro, ma non credete che faccio pubblicità ai libri dei miei cardinali eh, non è così. Ma…mi ha fatto tanto bene, tanto bene. Il Cardinale Kasper diceva che “sentire misericordia, questa parola, cambia tutto”. E’ il meglio che noi possiamo sentire. Cambia il mondo, un pò di misericordia rende il mondo meno freddo e più giusto. Abbiamo bisogno di capire bene questa misericordia di Dio, questo Padre misericordioso che ha tanta pazienza. Ricordiamo il profeta Isaia, che afferma che anche se i nostri peccati fossero rossi come scarlatto, l’amore di Dio li renderà bianchi come la neve. E’ bello quello della misericordia.

Ricordo appena vescovo, nell’anno ’92, è arrivata a Buenos Aires la Madonna di Fatima e c’è stata una grande messa, una grande messa per gli ammalati. Io sono andato a confessare a quella messa e alla fine quasi della messa mi alzavo perchè avevo fare, dovevo fare una cresima...è venuta da me una donna anziana, umile…molto umile, oltre ottantenne. Io l’ho guardata e le ho detto “nonna…” (perchè da noi si dice così “nonna” agli anziani”) lei vuole confessarsi? “Si”, mi ha detto” . “Ma se lei non ha peccato”. E lei mi ha detto “Tutti abbiamo peccati”. “Ma forse il Signore non le perdona”. “Il Signore perdona tutto mi ha detto”, sicura. “Ma come lo sa lei, Signora”. “Se il Signore non perdonasse tutto il mondo non esisterebbe”. Io ho sentito una voglia di domandarle “Mi dica Signora lei ha studiato alla Gregoriana” perchè quella è la sapienza che dà lo Spirito santo, la sapienza interiore verso la misericordia di Dio.

Non dimentichiamo questa parola: “Dio mai si stanca di perdonarci”. Mai… “E Padre, qual’è il problema?” Eh, il problema è che noi ci stanchiamo…non vogliamo. Ci stanchiamo di chiedere perdono.

Lui mai si stanca di perdonare, ma noi delle volte ci stanchiamo di chiedere perdono. Non ci stanchiamo mai, non ci stanchiamo mai. Lui è il padre amoroso, che sempre perdona, che ha quel cuore di misericordia per tutti noi.

E anche noi impariamo ad essere misericordiosi con tutti. Invochiamo l’intercessione della Madonna, che ha avuto nelle sue braccia la misericordia di Dio fatta uomo.

Adesso tutti insieme preghiamo l’Angelus….

(…Angelus – Benedizione…)

Rivolgo un cordiale saluto a tutti i pellegrini, grazie della vostra accoglienza e delle vostre preghiere. Pregate per me, ve lo chiedo. Rinnovo il mio abbraccio ai fedeli di Roma e lo estendo a tutti voi, e lo estendo a tutti voi che venite da varie parti dell’Italia e del mondo come pure a quanti sono uniti a noi attraverso i mezzi di comunicazione. E…ho scelto il nome del patrono d’Italia San Francesco d’Assisi e ciò rafforza il mio legame spirituale con questa terra, dove come sapete sono le origini della mia famiglia.

Ma Gesù ci ha chiamato a far parte di una nuova famiglia, la sua Chiesa. In questa famiglia di Dio, camminando insieme sulla via del Vangelo. Che il Signore vi benedica, che la Madonna vi custodisca e non dimenticate questo: il Signore mai si stanca di perdonare, siamo noi che ci stanchiamo di chiedere il perdono. Buona domenica e buon pranzo.”

Buona vita.

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