Io prima di te, bel romanzo di Jojo Moyes

Io_prima_di_te_MondoliberoLa lettura di questo libro ha una storia particolare.
Poco più di un mese fa (sabato mattina di fine febbraio) ero entrato in biblioteca allo scopo di restituire un dvd in prestito e con il proposito di non prendere quel giorno altri libri (al massimo un dvd se mi avesse colpito particolarmente vedendolo) dato che avevo comunque ancora vari testi in prestito da leggere a casa.

Entrando però sono stato attirato (avviene spesso, diciamolo) dal settore narrativa…e curiosamente ho visto in colonna in verticale su un unico espositore 4 (dico “quattro”) libri che avrei voluto (tutti) leggere. Di uno ho già parlato, “L’amore tra le righe” di Lisa Verge Higgins.

Ma andiamo a “Io prima di te” (altro libro che era in quella colonna nell’espositore…ma questo si era capito no?), di Jojo Moyes. Quando ho rivisto la copertina, come già avvenuto per altri libri come “Siamo solo amici” di Luca Bianchini, ho fatto delle ipotesi sulla storia (genitore al figlio, o coppia che si era conosciuta poi “cambiando” la propria vita…che quindi il “prima” si riferisse all’incontro). Leggendo poi la retrocopertina ho letto della storia di “due persone” e mi sono orientato sulla seconda ipotesi (non prendendoci completamente o comunque non prevedendola per quel che era esattamente).

Il tutto inizia con Will Traynor, un uomo impegnato nella quotidianità del proprio lavoro, che esce  al mattino dopo aver letto i messaggi e le chiamate perse dal suo Blackberry; cerca di raggiungere un taxi sotto una pioggia violenta, che il vigilante ha appena definito un diluvio. Già ragiona sul fatto che probabilmente dovrà dire alla sua segretaria di andare a comprargli una camicia e parla al telefono con Rupert di fascicoli da leggere quando dieci minuti sarà in ufficio. Ma prima avverrà qualcos’altro…

Ma parlavo della storia di due persone: l’altra è Louisa Clark (che impareremo poi a leggere come “Clark” o “Lou”), una ragazza di ventisei anni, che rientra a casa conoscendo a memoria il numero dei passi tra la fermata dell’autobus e la sua abitazione. Ha appreso da Frank che deve purtroppo cercarsi un nuovo lavoro…un nuovo lavoro che la porterà a conoscere proprio Will.

Mi fermo qui nel racconto, citando solo che come “sensazioni” questo libro mi ha commosso in più momenti..e spesso mi son ritrovato a lungo con la mano piegata davanti alla bocca; ti rendi conto quanto ragionare sul “domani” e sul tra dieci minuti potrebbe essere relativo….e alla differenza tra il giudicare/accettare (non facile se non impossibile a volte) e – questo spesso possibile nel tentativo – il provare a comprendere. Nel romanzo viene trattato un tema (come da citazione del Sunday Express riportata nella retro-copertina) con “estrema delicatezza”. Altro punto di riflessione – almeno per me -,  ho percepito il quanto incontrare chi ci comprende…ci “cambi” più di quanto potremmo ipotizzare ore prima.

Concludo con la citazione di alcune righe…precisando che in diversi momenti, durante la lettura, sono anche scoppiato a ridere.

“Sicchè tu non sei tipo da musica classica.”
Guardai nello specchietto retrovisore. Will stava sorridendo.
“Non mi è piaciuto per niente.”
“L’ho notato.”
“In particolare non mi è piaciuto quel pezzo verso la fine, quando suonava soltanto il violino.”
“Ho capito che non ti è piaciuto. Anzi, mi è parso che tu avessi lacrime agli occhi tanto lo odiavi.”

“Bernard Clark”. Papà si avvicinò e strinse la mano a Nathan. Forse anche a Will, per poi ritrarla subito dopo con moto di imbarazzo. “Bernard. Scusi, ehm… Non come come si saluta un… Non posso stringerle…”. Cominciò a balbettare.
“Un inchino andrà bene.”
Mio padre lo fissò e poi, quando si rese conto che Will stava scherzando, fece una grande risata liberatoria.

Gli tagliai i capelli in soggiorno. Accesi il fuoco misi su un DVD – un thriller americano – e gli sistemai un asciugamano sulle spalle. Avvertìì Will che ero un pò arrugginita, aggiungendo che comunque il suo aspetto non poteva comunque peggiorare”.
“Grazie della precisazione” disse.

Ho trovato molto bella l’idea di alcuni capitoli (contraddistinti oltre che dal numero del capitolo anche dal nome di persona) che non sono raccontati non dal punto di vista di Louisa…(non vi avevo già detto che quasi tutti sono raccontati da lei? Vabbè…non posso dirvi tutto😉 ) ma di altre persona della storia.

Una lettura che decisamente consiglio…uno di quei libri che probabilmente acquisterò per me. Una storia intensa e vera da sembrare…”vera”. Una bellissima storia d’amore e di “rispetto”, oserei dire.

Ah…volete sapere come è finita la visione dei libri in libreria che citavo all’inizio di questo articolo? Son “riuscito” a resistere (sempre in funzione dei libri che ancora avevo da leggere)….e ho rimandato la lettura di tutti e quattro… prendendo solo 1 dvd quel giorno. Questo libro…l’ho preso la scorsa settimana rivedendolo…e l’ho letto in un paio di serate.

Buona vita.

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