La regola dell’equilibrio, bel romanzo di Gianrico Carofiglio

Questo è uno dei libri che ho acquistato direttamente, senza averli mai letti prima. Nemmeno una riga…E la storia di come questo è avvenuto la definirei curiosa.

Gennaio 2015, entro in libreria chiedendo se hanno un libro di uno dei miei autori preferiti. Destino vuole che senza accorgermene subito non dica l’autore che prevedevo (Gramellini) ma altro che seguo molto, dicendo in realtà “Avete l’ultimo libro di Carofiglio?”. “Si, eccolo qui”, la risposta… e mi indicano esposto tra gli altri un nuovo libro che non avevo mai visto…

Al che mi rendo conto di aver sbagliato a dire l’autore, citando appunto involontariamente altro autore che mi piace molto. Come è finita direte voi…Ho comprato sulla fiducia quello di Gianrico Carofiglio (l’altro l’ho prenotato perché era in ristampa presso l’editore).

Ma andiamo al libro…una bellissima storia dell’avvocato Guerrieri, uno dei personaggi trattati in alcuni dei romanzi di Gianrico Carofiglio (autore che ho già citato per altri tipi di libro-racconto come Il silenzio dell’onda e Il bordo vertiginoso delle cose.

Come riportato in questa intervista…si parla nel romanzo del concetto di “autoassoluzione” che aleggia nel modo di ragionare di alcuni, con un diverso metro di giudizio tra “gli altri” e “noi stessi”.

Per dirla, giustamente, come riportato nel primo video di questo articolo, evidenzia l’importanza del “non manipolare il racconto che facciamo di noi a noi stessi…e agli altri“.

Ma basta ora parlarne….Vado come da prassi con 2 citazioni:

“- Ciao Guido, come mai qui? Di solito non ti si vede a queste iniziative.
– Ciao caro. Ero passato per alcune informazioni dalla segreteria, ho visto che c’era questo incontro, sembrava interessante e mi sono fermato -. Pensai che non fosse opportuno informarlo dei miei rapporti professionali con il presidente Larocca nè tantomeno della natura dei problemi giudiziari del medesimo.
– Quando ti serve qualcosa dal consiglio o dalla segreteria tu chiamami e me la vedo io. Non fraintendermi, sono contento di vederti qua, anzi. Insomma, mi hai capito no?
– Certo, grazie, sei molto gentile, – dissi sperando la chiudesse lì.
– Guido, tu sai la stima e l’amicizia che ci legano. Se posso farti una cortesia sono più che contento. Ma che ti è successo alla faccia?
– Una rissa da strada, ho spaccato qualche faccia, ma un paio di colpetti li ho presi anchìo. Adesso apprezzerei molto se se potessi eclissarti. In caso contrario, se parli ancora, ti do una testata sul naso. Sempre per la stima e l’amicizia che ci legano, naturalmente.
Non dissi così. Annuii e risposi…”

Dalla retro copertina si legge

“….Quasi suo malgrado, Guerrieri si lascia coinvolgere dal caso e a poco a poco perde lucidità, in un susseguirsi di accadimenti drammatici e squarci comici, ad aiutarlo saranno l’amico poliziotto, Carmelo Tancredi, e un investigatore privato, un personaggio difficile da decifrare; se non altro perché è donna, è ambigua, e gira con una mazza da baseball”.

Ah…giusto per chiarire….non è un libro con contenuti violenti🙂. Bello, quello si.

Un libro che con certezza consiglio.

Buona vita.

Un pensiero riguardo “La regola dell’equilibrio, bel romanzo di Gianrico Carofiglio”

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