Né qui né altrove, bel romanzo…

Ne_qui_ne_altrove_MondoliberoRicevere una telefonata dal vecchio amico Giampiero, che è con Paolo. Per passare una serata come i “vecchi tempi”, per rivedersi e pensare che forse non si rivedranno. Salutarsi, all’alba….

Così potrei provare a sintetizzare (solo provare, sintetizzare un testo/una storia è del tutto soggettivo e “variabile”) il bel libro “Nè qui nè altrove” (con sottotitolo “una notte a Bari”) di Gianrico Carofiglio – Edizioni Laterza – . Avevo già letto suoi libri, come i bellissimi “La regola dell’equilibrio“,  “Il silenzio dell’onda” e  il fantastico “Il bordo vertiginoso delle cose“.

In questo si parla di una nottata “in giro per Bari” ricostruendo ricordi con due persone della propria storia. Un romanzo che vi consiglio di provare a leggere…

Ma vado con alcune citazioni…

“Passavano lui e Paolo Morelli. Mi ci volle qualche secondo per realizzare che era quel Paolo Morelli. Per quanto ne sapevo, avrebbe dovuto essere altrove, molto lontano.

Ma evidentemente no, Paolo Morelli era a Bari, con Giampiero Lanave, e tutti e due stavano per materializzarsi sotto casa mia. Per mangiare qualcosa e fare <quattro chiacchiere sui vecchi tempi>.

Tutto era troppo assurdo per fare resistenza o anche solo per fare domande. Così gli dissi di darmi una mezz’ora per cambiarmi, e poi passare.

Riattaccai e avertii fisicamente un senso di inquietudine, come un formicolio, o una leggera iperestesia. Non mi piace quel tipo di sensazione, e cercai di sbarazzarmene sotto la doccia.”

“Quando Lanave e io ci abbracciavamo, più a lungo di quanto avrei desiderato, Paolo Morelli scese dalla macchina. Sorrideva e sembrava un pò a disagio. Anch’io lo ero.

Quando Lanave mi lasciò libero, Paolo Morelli e io ci guardammo, immobili, per un paio di interminabili secondi. Poi, prima che la situazione diventasse imbarazzante, mi mossi verso di lui. Allora anche lui si mosse verso di me e così ci abbracciammo. Cercai di ricordarmi l’ultima volta che ci eravamo visti, e non ci riuscii.

Era partito senza salutare nessuno, o forse semplicemente senza salutare me. Per un pò di tempo mi chiesi per quale motivo lo avesse fatto; poi smisi di farmi quella domanda. Forse perché la risposta non mi interessava o, più probabilmente, perché non volevo trovarla.”

“Il navigatore mi informò che in parallelo a Piazza Massari c’era via Boemondo, e quella era la prima volta che me ne rendevo conto. Voglio dire: sapevo benissimo che in un certo punto della città, molto vicino a Piazza Massari, a Corso Vittorio Emanuele, alla Prefettura e al Castello Svevo, c’era una via intitolata a Boemondo d’Altavilla, principe di Antiochia. Ma solo in quel momento mi rendevo conto delle posizioni reciproche delle vie e delle piazze; solo in quel momento mi sembrava che quei luoghi acquistassero senso, mentre mi rendevo conto delle relazioni frai i punti nello spazio.”

“Paolo rimase a guardarle a lungo, quelle mura, come se le avesse dimenticate e volesse imprimersele bene di nuovo nella memoria, in previsione di un futuro in cui non le avrebbe riviste.”

Un insieme di eventi del proprio passato e di quella nottata che scorrono tra le pagine di un piccolo ma intenso libro  (160 pagine sono decisamente sotto la media degli ultimi testi da me letti…), un racconto che mi ha dato emozioni e che mi ha colpito…e che quindi come accennavo vi consiglio di leggere….

Buona vita.

Scheda del libro

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