Romanzo che vi consiglio per ferragosto e oltre, questo “Dimmi che credi al destino”

Luca_Bianchini_Dimmi_che_credi_al_destino_MondoliberoAltre volte ho parlato di libri di Luca Bianchini, come “Io che amo solo te” e “Siamo solo amici” (visti entrambi in biblioteca e richiesti in prestito da leggere).

Il romanzo “Dimmi che credi al destino” che vi consiglio invece oggi l’ho notato la prima volta in libreria: era su un banco-tavolo  di esposizione infilato in verticale tra due colonne di libri appoggiati orizzontalmente.

Non vedevo ancora la copertina frontale, ma quel colore azzurro e quella frase sul destino (insieme al nome dell’autore che già conoscevo) mi hanno colpito subito, anche se non mi hanno troppo “distratto” in quel momento da altro libro che avevo previsto di prendere. Sono ritornato in verità in quella libreria  il giorno dopo e…ebbene si, ho ricercato quel libro. Non era più in quella posizione ma chiedendo…ho scoperto che c’era ancora; l’unica copia rimasta era nello scaffale. L’ho comprato, uno degli “auto-regali” che mi faccio di tanto in tanto (in questo caso “sulla fiducia” che posso confermare ad oggi fu ben riposta).

Nella “storia”  nel libro troviamo Ornella e la libreria che gestisce….che purtroppo sembra stia per chiudere, o almeno così sta valutando di fare il proprietario. Il bel negozio, nel cuore di Hampstead (come anticipa la retrocopertina del libro) ha tra i punti di attenzione i pesci rossi Russel e Crowe.

Ma vado come da mia abitudine con una citazione…

Ornella evitò di commentare perché non voleva alimentare la tensione degli ultimi giorni. Da vent’anni era la responsabile  di Clara, ma continuava ad essere in soggezione con lei, in quel modo tutto suo di non sentirsi mai all’altezza delle situazioni. Nel dubbio, anziché darle ordini, eseguiva compiti che non le sarebbero spettati.

Uscì fingendo di non vederla e si rifugiò nel suo foulard che la faceva sentire un po’ parigina, o comunque francese. Si fermò a salutare il ragazzo del barbiere di fronte che stava fumando una sigaretta.

Trovate una parte maggiore del primo capitolo nel suo Blog Popup.vanityfair.it.

Sicuramente questo è uno dei romanzi nei quali mi sono trovato particolarmente in difficoltà a identificare delle citazioni per il numero di pagine che mi hanno particolarmente colpito. Ne aggiungo, con non poca difficoltà di scelta, solo una:

Cercava di essere simpatico e di ridere anche quando non era il caso, in una sorta di ansia da prestazione. senza motivo. Un paio di vetrine più in là, la ragazza del negozio di fiori stava vendendo un boquet.
“E di lei che mi dici?”
“Julie? Ah, è adorabile. E’ danese e gestisce questo posto delizioso con sua sorella, che tra l’altro sta con un ragazzo italiano.”
Ornaella sapeva vita, morte e miracoli di quelli che lavoravano intorno alla libreria.
“E Julie è fidanzata?”
“Prima lo era di sicuro, perché un tizio la aspettava sempre davanti al negozio alla sera….ora sono due o tre settimane che non lo vedo più. Oddio, non si saranno mica lasciati?”
“Tanto l’amore è sempre una lotta, Orne’. Tu sei sposata?”
Lei lo guardò con un sorriso tirato, che a volte è più eloquente di un broncio.

Dopo averlo letto questo bel romanzo, e precisamente nella giornata di ieri, ho visto questa intervista fatta all’autore sulla storia e sul da cosa “nasce”, ma magari vi consiglierei di vedere questa intervista  dopo aver letto il libro (nel quale comunque nelle ultime pagine scoprirete qualcosa…):

Constaterete poi dall’intervista tra le altre cose anche che questa storia  diventerà un film. Ho trovato molto bella anche quest’altra intervista (anche questa vi consiglierei di vederla dopo aver letto il libro, sempre se vorrete seguire il mio consiglio…)

nella quale parla dell’importanza delle librerie, della figura del libraio e del darsi del tempo.

In quest’ultima intervista parla di un “salvataggio” di Ornella e della sua amica Patti (il libro vi racconterà “da cosa”, con il ritorno in una casa…).

Bello nell’anteprima/fermo-immagine di quest’ultimo video il riferimento alla copertina con quella facciata di casa, dalla quale sembra che da un momento all’altro si affacci qualcuno salutando…

Un libro che vi consiglio (non si fosse ancora capito…😉 ).

Con l’occasione…buon ferragosto e buone ore di riposo…

Buona vita.

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