Era una piana fertile e ghiaiosa – Memorie di un ventennio difficile….da leggere

Era una piana fertile e ghiaiosa_MondoliberoNella prima retro-copertina di questo piccolo ma intenso “Era una piana fertile e ghiaiosa” con sottotitolo “Memorie di un ventennio difficile” l’autrice Elsa Volpini si presenta:

Sono nata a Rosciano di Fano il 27 novembre 1926 da Vincenzo Volpini e Venusta Omicioli. Dopo le scuole media mi sono iscritta all’Istituto d’Arte “Ferruccio Mengaroni” di Pesaro che ho frequentato per due anni. La guerra in corso, molto cruenta dopo l’otto settembre, ha sospeso tutte le attività scolastiche. Non ho più ripreso la scuola e non mi sono diplomata come avrei voluto perchè il passaggio del fronte nel mio paese ha distrutto materialmente e psicologicamente la mia famiglia che si è estinta nel 1960 con la morte di mio fratello Emidio. Vivo e lavoro a Falconara dove abito dal giorno in cui ho sposato un falconarese di nome Ivo Principi conosciuto all’aeroporto militare di Fano nel 1941.

Il libro poi parla, in stile romanzo ma è una realtà tutta da leggere, della sua vita dalla sua nascita…alla Scuola Elementare a quando conoscerà il suo Ivo  a quando un giorno ripasserà per dove tutto è iniziato.

Giorno della cresima_MondoliberoIl tutto con anche bei disegni a matita della stessa autrice, come da lei specificato sempre nella retrocopertina. Presenti memorie fotografiche finali, anche di suoi parenti che poi morirono tragicamente.

Non posso non citare un tratto del capitolo “Letture”:

“Ad autunno inoltrato mio padre, in piedi sull’uscio di casa, fischiava agli ultimi merli ancora rimasti, mentre il vino fermentava nei tini. I giorni si facevano sempre più corti e la nebbia sempre più frequentemente saliva dalla terra fumosa velando alberi e case. Poi arrivava l’inverno, la bora tirava furiosa e quando cessava era la neve a cadere copiosa. A volte raggiungeva anche i due metri di altezza, isolandoci completamente. Come trascorrere allora quei duri inverni?

Ci pensava mio padre, grande lettore di romanzi dell’ottocento, così avvincenti e che tanto ci piacevano. Lui era la nostra radio e la nostra televisione, ma ancora oggi, dopo settant’anni, non so come spiegarmi come fosse venuto in possesso di quei grossi volumi in due tomi come Il Conte di Montecristo o I miserabili. Forse li aveva chiesti in prestito, ma non riesco a credere che a quei tempi un umile contadino, benché sapesse leggere (mentre gli altri erano quasi analfabeti), potesse frequentare una biblioteca! Resta il fatto che nelle giornate invernali, quando la terra viene lasciata riposare e il contadino ha molto tempo libero, mio padre aveva deciso di impiegare questo tempo leggendo.

Mi piace anche citare una parte relativa a Ivo, dal capitolo “L’attesa del ritorno”:

Di Ivo sapevo soltanto che era riuscito a tornare sano e salvo dall’aeroporto di Campoformido, in Friuli, a Falconara. Poi più niente. Del resto, in quei mesi autunnali del ’44 non funzionavano più né i mezzi pubblici, né quelli privati; solo per casi urgenti si poteva usufruire delle camionette degli alleati. Ma non soltanto strade e ferrovie erano a pezzi, anche le linee telefoniche erano interrotte e le notizie arrivavano dal nord con il passaparola e non sapevi mai quanto vero ci fosse.

Una storia, piena di momenti di vita e di quanto avvenuto in una famiglia in tempo di guerra.

Avere memoria della storia del nostro tempo e capire come una famiglia come tante l’ha vissuto è importante. Perché averne memoria leggendo…è  importante.

Bella lettura che consiglio.

Buona vita.

Un pensiero riguardo “Era una piana fertile e ghiaiosa – Memorie di un ventennio difficile….da leggere”

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