Titoli di coda, bel giallo di Petros Markaris

Titoli_di_coda_MondoliberoErano le 19 circa, orario di prevista chiusura della biblioteca, quando alcuni giorni fa sono entrato con lo scopo di riconsegnare un libro in prestito e non prevedendo di prenderne altri (“ne ho almeno 2 che non ho ancora letto” pensavo).

Camminando avvicinandomi al banco gli occhi mi sono andati però su questo giallo, la cui copertina avevo già visto in passato; valutare di prenderlo e farlo è stato un tutt’uno…

Un bel romanzo con un caso per il Commissario Kostas Charitos: viene trovato morto (ma è un suicidio?) un imprenditore greco-tedesco. Un biglietto firmato “I Greci degli anni ’50” che arriva all’ambasciata…parla di un omicidio vero e proprio.

Non un solo omicidio in realtà: a breve distanza di tempo altre morti, che hanno – come scoprirà il Commissario – una relazione tra loro…anche se potrebbe non essere quella che pensiamo noi.

Eh si,  una relazione tra i vari eventi c’è ma forse non la prima che vi viene in mente…; no, non sarò sicuramente io a dirvi altro. Un libro che vi consiglio, questo si. Per voi, se amate i “gialli”…e/o da regalare (o regalarvi, appunto) per il vicino Natale.

Da una citazione riportata prima dell’inizio della storia

“Chiamiamo greci non coloro con cui abbiamo in comune le origini. Ma chi condivide la nostra cultura”.

Isocrate

vado ad una citazioni dall’interno del giallo, dall’iniziale pagina 9:

La trovo riversa a terra, in via Evelpidon, davanti all’ingresso del Palazzo di Giustizia. Ha gli occhi chiusi, Una donna le ha messo sotto la testa la sua borsa come cuscino e, inginocchiata accanto, le fa aria con dei fogli di carta.

E’ ormai l’una, in piena canicola, e il caldo mozza il respiro. Sul suo volto brillano gocce di sudore. Mi chino su di lei e le sussurro:

“Caterina, mi senti?”

“Comunque, il polso è regolare”, mi dice la donna.

Sarà anche, fatto sta che Caterina non risponde e non apre gli occhi. Sento il marciapiede infuocato sotto le suole incandescenti e temo che si ustioni, ma non oso sollevarla. Uno sconosciuto porta una bottiglia d’acqua. Bagno un fazzolettino di carta e le rinfresco il viso e le guance.

“Le cattive notizie sono come la grandine,” diceva il mio povero papà. “Arrivano quando meno te le aspetti.”  Ero in unione con Ghikas e Gonotàs dell’Antiterrorismo, quando Stella, la segretaria di Ghikas, ci ha interrotto.

Un giallo, ambientato come avrete intuito in Grecia, con un’analisi nelle indagini e una storia che mi hanno appassionato.

L’autore Petros Markaris, leggo dalla seconda retro-copertina, è nato a Istanbul nel 1937. Ha collaborato con Theo Angelopoulos a diverse sceneggiature (L’eternità e un giorno ad esempio ad esempio, Palma D’oro a Cannes nel 1998. Vari i suoi romanzi che hanno come protagonista il Commissario Kostas Charitos: Ultime della notte (2000), Difesa  a zona (2001), Si è suicidato il Che (2004), La lunga estate calda del commissario Charitos (2007), La balia (2009), Prestiti scaduti (2011), L’esattore (2012), Resa dei conti (2013), la raccolta di racconti I labirinti di Atene (2008) e l’autobiografia Io e Kostas Charitos (2010)

Buona lettura (di questo Romanzo Bompiani e di altri testi) e buona vita…

 

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