Resilienza: cos’è e come svilupparla

“Quando appare una grande personalità, chiedetevi anzitutto dov’è il suo dolore.” Così scriveva il poeta, scrittore e saggista francese Léon Bloy.

Spesso la vita ci mette alla prova, quando ciò accade, a noi sembra di cadere giù da un grattacielo. È come se fossimo fatti di vetro e nel cadere ci frantumiamo in mille pezzi. Una volta in piedi, non siamo più le stesse persone di prima. Durante il “volo” abbiamo perso svariate parti di noi, alcune sono volate via senza possibilità di ritorno, altre si sono sbriciolate in mille pezzi.

Ma è in quello stesso volo che, nel tentativo di aggrapparci a qualcosa per non frantumarci al suolo, abbiamo cercato e trovato intorno a noi, più appigli che non credevamo di possedere. È in quel attimo, durante la caduta che scegliamo, infatti, se arrenderci o rimanere, se combattere o fuggire. Molti scelgono di rimanere piuttosto che scappare, scelgono di tornare a volare e non strisciare, scelgono di battersi e non di battersela. Ma da cosa dipende la capacità di rialzarsi nonostante le cadute, la capacità di uscire dal tunnel buio portando con sé un po’ di luce piuttosto che rimanere intrappolati al suo interno?

Ogni soggetto possiede un proprio temperamento (influenzato sia dalla genetica che dal contesto socioculturale) in base a cui si comporta e sviluppa la propria personalità. Di fronte una difficoltà, per fronteggiarla, il soggetto fa leva sulle risorse interne acquisite fino a quel momento.

In psicologia, “l’attitudine a fronteggiare eventi difficili o periodi di difficoltà, uscendone rinforzati e senza perdere la propria sensibilità emotiva e umanità è definita RESILIENZA”. Tale concetto sviluppatosi negli USA, ha preso il nome in prestito dall’ingegneria e racchiude in sé, le idee di elasticità, vitalità, energia e buon umore. Tale termine indica nello specifico la capacità del soggetto di riuscire a riorganizzare positivamente la propria vita, utilizzando le proprie energie per trovare possibili soluzioni al suo problema, evitando di perdere tempo a lamentarsi e senza subire passivamente la situazione.

Le persone resilienti, dunque, sono quelle che hanno sviluppato nel corso della loro esistenza atteggiamenti ottimistici di fronte le difficoltà, persone che hanno una buona valutazione di sé, coloro che sono tenaci e determinati nell’raggiungere un obiettivo. Ancora, la persona resiliente è colei che si alimenta di sensazioni e sentimenti positivi e che nel corso della propria esistenza ha ricevuto il sostegno e l’appoggio di amici e parenti. La resilienza è un processo, è una capacità che può essere appresa. Può essere acquisita lavorando e sviluppando l’autostima, affrontando i problemi come stimoli per migliorarsi e non come montagne insormontabili. Si può diventare persone resilienti rinforzando la propria tenacia attraverso parole e atteggiamenti positivi, sostituendo in tal modo l’attitudine al lamento, nemico di ogni forma di sviluppo e crescita.

Certo nessuna sofferenza è irrimediabile, la difficoltà non può essere ignorata né celata, ma è possibile trasformare ogni momento di oscurità e turbamento come un’ottima occasione di mutamento e di sviluppo di se stessi e della propria esistenza. È così, seguendo questo approccio, questa via, che si diventa persone resilienti.

Video youtube a corredo dell'articolo su intervento di Luciana Littizzetto sulla Resilienza, dal canale youtube Rai. Contenuto collegato all'articolo solo per il tema trattato.

Pubblicato da

Francesca S.

“ Fate come gli alberi: cambiate le foglie e conservate le radici. Quindi, cambiate le vostre idee ma conservate i vostri principi". Victor Hugo

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