Emanuele Lodolini e il preferire ascoltare e fare al parlare

emanuele_lodolini_mondoliberoEra un sabato, quel 4 ottobre 2014. In Ancona, in Piazza Cavour alle 17.30, era previsto un incontro su “Verso la Riforma della Pubblica Amministrazione”; un tema sicuramente importante anche se non ci “lavoro” (nel settore pubblico scolastico lavorava mio padre). Ma era “riforma” la parola che mi aveva più attirato, in un settore, quello della Pubblica Amministrazione, si complesso e importantissimo ma anche sicuramente a quanto vissuto soggettivamente nel tempo non sempre efficace come si potrebbe.

Ma in Ancona non mi aveva portato il tema trattato come motivazione principale; pur importante…era sicuramente preceduta dal voler ascoltare uno degli ospiti-partecipanti (Emanuele Lodolini, Deputato del Partito Democratico) che diverse volte mi aveva colpito positivamente (raro quando avviene positivamente dalle parole che si ascoltano, almeno per me) in alcuni interventi registrati tipo questo del 2013 ad Arcevia ma che non avevo mai ascoltato di persona (pur conoscendolo di vista, eravamo stati presentati da amica comune alcuni mesi prima).

Quello che riusciva a esprimere anche “a braccio” mi aveva – mi ripeto – più volte positivamente colpito (nel modo – con passione e chiarezza di chi fa una cosa che conosce e gli piace ossia seguire e aiutare quanto può il suo territorio in particolar modo – e nei contenuti, raccontandolo anche nelle parole che sono sempre importanti).

Questo intervento previsto ad Ancona, sul quale mi era non indifferente sicuramente anche il tema, mi aveva portato a raggiungere il capoluogo in anticipo in treno. Ero arrivato sul posto a piedi, nel giardino all’interno di Piazza Cavour dove era previsto l’incontro già un capannello di persone davanti al grande Gazebo predisposto.  Lo vedo ascoltare delle persone davanti a lui (ci conosciamo di vista come dicevo); mentre annuisce ribattendo con un “già” all’interlocutore che ha di fronte si gira alla sinistra verso di me e, ricambiando con la testa un mio cenno di saluto, con uno “scusate un attimo” mi si avvicina rapidamente. Mi fissa due secondi e mi stringe la mano con un “Ciao!” . “Come va, tutto bene?” mi viene spontaneo. “Si, grazie” risponde sorridendo mentre lo sguardo gli va ad altre persone che si avvicinano al mio fianco e con un cenno con la mano simile a quello fatto all’altro gruppo (ma uno sguardo di chi ha visto proprio delle persone che stava aspettando) mi accenna di scusarlo un attimo avvicinandosi a loro, per parlare e principalmente ascoltare più persone, sempre molto attento.

Passano pochi secondi da quel saluto e mentre faccio mente locale al fatto che sono diversi gli ospiti-previsti oltre lui (Ernesto Carbone, segretario nazionale PD e Stefania Ragnetti CGIL Funzione Pubblica) – visibili alla sua destra clickando sulla foto di questo articolo scattata da me – l’attenzione dei vari capannelli di persone ospiti compresi viene richiamata da un invito ad avvicinarsi per l’inizio dell’incontro.

Faccio caso, mentre ci sediamo tutti tra il pubblico, che Emanuele Lodolini posizionandosi con gli altri ospiti dietro il tavolo vede avvicinarsi dal giardino di fronte altre persone, che riconoscendo saluta con un accenno di sorriso/leggera smorfia come a dire “ora è tardi, mi dite magari dopo” ma è tutta una sensazione “visiva”. Inizia l’incontro, vengono presentati gli ospiti e durante i primi interventi proprio mentre penso al fatto che sono contento di esser venuto ad Ancona ad ascoltarlo viene comunicato, tra un intervento di introduzione e l’altro, che Emanuele Lodolini dato che un ospite deve andare via presto e i tempi sono stretti preferisce non fare un suo intervento,  preferisce – viene detto –  “ascoltare e dare spazio agli interventi dei presenti”.

Non nascondo di essermi sentito subito istintivamente amareggiato….: “Ma come…vengo a sentire lui …e non parla?” mi son detto. Ma immediatamente dopo guardandolo mi sono auto-corretto: quella scelta era rara e bella, preferire ascoltare-sentire  al parlare. Sentivo poi ascoltando una conversazione vicino a me che la persona che doveva lasciare anticipatamente l’incontro era ovviamente altro ospite, su questo non avevo dubbi (la scelta nell’altro caso sarebbe stata facile-obbligata).

Non potendomi trattenere fino alla fine per prendere l’ultimo treno previsto poi più tardi tornato a casa gli scrissi, complimentandomi con tutta sincerità per la rara scelta; rispose scusandosi per non avermi salutato come avrebbe voluto nel caos prima dell’incontro  ma gli impegni d’ascolto previsti erano diversi.

Mi proposi, come pensiero, di parlarne e scriverne prima o poi, ma questa attenzione all’ascolto nel tran tran quotidiano mi è tornata in mente oggi; nel tempo del gridare onestà e sincerità e delle parole “fine a se stesse” una persona che comunica sicuramente molto giustamente e fortunatamente le molte cose che fa, ad esempio all’interno del suo nuovo sito (un consiglio…provate ad entrarci ed provare le utili voci presenti…),  su facebook in canale nominativo e in Emanuele Lodolini – Per il cambiamento, su twitter ma che prima di tutto, predilige ascoltare (e basta navigare ad esempio nel suo sito per non averne dubbi).

“Esserci”.

Ascoltare, fare, comunicare. Tutte e in questo ordine, come conseguenza una cosa dell’altra…comunicandolo anche per rendere conto, con passione.

Buona vita.

 

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