“In fuga per tre”, bel film questa sera su Rai Movie 21.20


Bel film questo “In fuga per tre” (nome originale “Three fugitives”) questa sera su Rai Movie alle 21.20.

Lucas (Nick Nolte) si ritrova a diventare suo malgrado da noto malvivente appena uscito di prigione a…ostaggio (come da video “Io sono l’ostaggio” sopra riportato tratto dal canale youtube alex81 mjforever ).

Questo “sintetizzato al massimo”, ma parliamo di quello che ho trovato e trovo da anni un bellissimo film nei quali troveremo (e troverà) a che fare con un’adorabile bambina…e avrà di nuovo a che fare con Dugan (il celebre anche lui James Earl Jones) che cerca di arrestarlo insieme all’agente Tener (Alan Ruck).

Senza dimenticare la bella colonna sonora di McHugh (da canale youtube claudinaina):

Dico solo che anni fa ne acquistai il vhs originale (che ad oggi conservo).

Buona vita.

Bell’incontro di ascolto e azione sulla sicurezza del territorio realizzato ad Ancona


sicurezza-giampiero-boggi-ancona-mondoliberoSi è svolto ad Ancona venerdì 21 ottobre 2016 un importante incontro di ascolto-azione sulla sicurezza del territorio nelle comunità locali, alla presenza dell’On. Gianpiero Bocci – Sottosegretario al Ministero dell’Interno.

Sicurezza è sempre un tema importante per il territorio con tutti gli aspetti ad esso legati come il fondamentale mondo giovanile, la contraffazione, il controllo del territorio.

Sicurezza e ospitalità ad esempio, di chi necessita possono e devono essere compatibili, basta trattarli con  l’attenzione che simili temi richiedono; il tutto senza dimenticare che la sicurezza è anche e sempre importante tema a livello locale.

Una corretta e attenta gestione della sicurezza permette anche di gestire al meglio la vita di ognuno, senza nè strumentalizzazioni né rischi come si può fare solo se si conoscono le situazioni.

Il sottosegretario (nella sua terza visita in tre anni) era accompagnato dall’On. Emanuele Lodolini, ben conosciuto nel territorio. All’incontro, per una efficace organizzazione, erano presenti le forze di sicurezza regionale, i Sindaci del territorio, il Rettore della Politecnica delle Marche, il Presidente della Camera di Commercio come i rappresentanti del mondo economico, Anna Salvucci per la Commissione pari opportunità e Annamaria Nardiello dell’Ufficio scolastico regionale.

Presenti, sempre per un coordinamento delle attività, anche il Presidente Regione Marche Luca Ceriscioli, il Consigliere regionale Enzo Giancarli, per l’Anci Marche Goffredo Brandoni, il Presidente dell’Autorita portuale di Ancona Rodolfo Giampieri.

Come riportato in dettaglio anche dall’On.Emanuele Lodolini, il tutto ha forti investimenti sulla sicurezza, recentemente anche aumentati.

Bella iniziativa sicuramente su di un tema importante: gestire bene la sicurezza permette di vivere, con sicurezza, senza tagli fatti a prescindere né proclami a parole…quando gestita sul posto con un attento ascolto per un efficace controllo.

Buona vita.

Una notte ho sognato che parlavi, bel libro di Gianluca Nicoletti


una_notte_ho_sognato_che_parlavi_mondoliberoQuando ho visto questa copertina, in biblioteca, mi ha colpito. Come spesso faccio ho dato un’occhio alla seconda e “terza” di copertina, dove ho letto dell’autore del libro Gianluca Nicoletti – giornalista. Ha scritto tra gli altri testi, questo anche mi colpisce come “tecnico”,  “Perchè la tecnologia ci rende umani”.

Ma torniamo a questo “Una notte ho sognato che parlavi“. Un racconto della propria vita con il figlio Tommy, autistico, fatto di ricordi e sensazioni mai “sdolcinate”, anzi schiette e “fisico” come è  un rapporto familiare.

Riflettevo poi oggi sul fatto che quando inizio il libro che inizia a piacermi (accade diverse volte, diciamolo, rispetto ai libri che valuto di leggere…sarà che non scelgo libri “alla leggera”-a caso) inizio a segnare con segnalibro o parti di foglio pagine che mi colpiscono per frasi o spunti. Mi accorgo che un libro mi ha colpito quando continuo a leggerlo d’istinto volentieri … ma anche quando noto una quantità immane di foglietti e segnalibro inseriti già durante la lettura o alla fine della stessa.

E’ questo, lo avrete intuito, il caso di questo libro; una ventina di pagine segnate “ad occhio e croce”. Dato che parlando di un libro mi piace farne citazioni devo gioco-forza ridurne il numero (e non è la prima volta che mi capita, diciamolo 🙂 ).

Ma vado con alcune citazioni, partendo da pag. 36:

“Il suo istruttore di piscina una volta ci disse: “Se vi doveste trovare un giorno in alto mare e in difficoltà, attaccatevi tutti e tre a Tommy, di sicuro vi salvereste”. Non ho difficoltà a crederlo, Tommy è capace di stare ore in piscina; in mare ci sta meno volentieri perchè teme i pesci e non gradisce il contatto con le alghe o il fondo marino. Ma è straordinario vederlo “camminare” in acqua: in sostanza galleggia in modo spontaneo anche stando fermo e perfettamente verticale. Può incrociare le gambe in posizione yoga e stare sospeso a mezz’acqua, o andare sotto senza difficoltà…Ma non ha voglia di nuotare. Per quanto ci si sia sforzati per anni, non siamo riusciti a farlo muovere con metodo, come tutti gli altri, insomma. Lui ride, sputa acqua come un balenottero, s’inabissa, fa un sonnellino sulla schiena, fa vasche su vasche, ma ancora non ho capito come faccia a muoversi… Solo l’ultima estate, di nuovo in Sardegna (che per lui è probabilmente una terra di grazia), sono riuscito a farlo nuotare quasi a rana. Proprio io che nuoto come un alpino, alla faccia di veterani istruttori che inutilmente ci hanno tentato per anni in piscina. All’improvviso si è messo a dar bracciate, e l’ho visto allontanarsi velocissimo verso il largo. Se non fosse così matto andrebbe alle Olimpiadi, ne sono sicuro”.

Andando a pag. 50…

Non sono convinto che l’autistico sia infelice, questo di lui si pensa solo perché non si pone un grosso problema di quello che faccia il resto del mondo e sorride poco. Io so che mio figlio è felice quando mi accarezza la nuca senza motivi apparenti. Me ne accorgo quando si stende sui cuscinoni e può guardarsi in pace tutti i video di Youtube che crede, senza il fratello che gli si mette accanto per imporgli quelli che piacciono a lui.

Tommy è sereno quando sente affetto che non chiede verifica o risposta. Non mi sembra poco. Potessimo tutti sentirci amati senza dover necessariamente corrispondere, saremmo visceralmente appagati anche di una carezza…

Una lettura “forte”…che consiglio.

Buona vita.

 

 

Sentimental di Mike Simpson, bella melodia


“Che film è?” mi è venuto spontaneo chiedere a questa scena (specificatamente a quella al 51° secondo del video sopra riportato), ascoltando il brano al pianoforte come sottofondo e guardando la scena stessa, che vi consiglio anche di guardare per intero nel video sopra riportato.

Una pressione sul tasto Info del telecomando…ed ecco la risposta: “Stick it“.

Facile poi trovare informazioni su questa melodia si semplice…ma che ho trovato molto bella: “Sentimental”, di Mike Simpson (sotto completa, dal canale youtube di Stacey Witt):

Buona vita.

 

Google Wi-fi, per raggiungere con moduli i punti che vogliamo


Dal canale youtube Tech Insider la presentazione Google dell’interessante Google Wi-fi Router.

Con case di più ambienti-zone la concezione di un router posizionato in “un punto” va spesso stretta e non sempre pratica; un router “modulare” in più punti può essere l’interessante soluzione per molte esigenze…come avere una zona importante “scoperta”.

Se ne parla naturalmente…sul Google Team Blog; previsto in pre-ordine a novembre (in America, come precisato dal loro blog) e in distribuzione a dicembre.

Buona vita.

 

Empatia, l’arte di condividere emozioni


Tra le più ricche abilità sociali delle scienze umane, riveste particolare importanza l’empatia, ovvero quella competenza emotiva che permette di creare una forte intesa con la persona con cui si interagisce.

Essere empatici significa, dunque, avere la capacità di “mettersi nei panni dell’altro” cogliendo così facendo, il suo mondo interno (sensazioni e stati d’animo) eliminando ogni giudizio personale, permettendo conseguentemente lo sviluppo di una comunicazione interpersonale efficace e gratificante.

Il termine empatia (dal greco en “dentro”, e pathos “sentimento o sofferenza”) indicava originariamente il legame di partecipazione emotiva che legava l’autore-cantore al suo pubblico, oggi, ha assunto un significato psicologico in cui si attribuisce alla persona emotiva, la capacità di accettare e condividere l’emozione che l’altro vive, nonché, la capacità di comprendere le intenzioni ed i pensieri dell’altro, riuscendo a vedere la situazione che questi sta vivendo secondo la sua prospettiva. Il merito dell’introduzione del concetto di empatia in psicoanalisi va principalmente allo psicoanalista austriaco Heinz Kohut ma è stata anche oggetto di studio da parte dello psicologo statunitense e allievo di Jung, Marshall Rosenberg, Smith e Spencer, nonché, da Carl Rogers. Secondo quest’ultimo l’empatia era “la capacità di utilizzare gli strumenti della comunicazione verbale e non verbale per mettersi nei panni dell’altro identificandosi parzialmente nel suo mondo soggettivo nel contesto di un’accettazione autentica non giudicante”. Hoffman invece, definiva l’empatia come “un tratto di personalità od un tratto generale”.

L’intera comunità di psicoterapeuti e psicoanalisti già dall’inizio del secolo scorso, ha ribadito l’importanza che l’empatia gioca nelle relazioni interpersonali. A riguardo esistevano due scuole di pensiero; mentre per taluni psicoanalisti la componente emotiva dell’empatia era originata da motivazioni egoistiche generate da un disagio personale (l’osservatore attraverso la comprensione del disagio altrui cercava di esorcizzare il proprio dolore), per altri era caratterizzata da motivazioni altruistiche (in tal caso l’osservatore condivideva i sentimenti dell’altro e si attivava per creare le condizioni tali per migliorare il vissuto dell’osservato).

A partire dagli anni ’80 è stata abbracciata l’idea che l’empatia è un costrutto multicoponenziale in cui convivono la componente affettiva e cognitiva. E nel 1994 Davis ha proposto un approccio integrato in cui son presenti processi non cognitivi, cognitivi semplici e cognitivi avanzati; la componente cognitiva e quella emotiva perciò sono congiunte e si influenzano reciprocamente. Il suo modello multidimensionale prevede l’esistenza di un set costituito da quattro costrutti: l’abilità di adottare il punto di vista dell’altro (Perspective Taking), la propensione ad immaginarsi in circostanze fittizie rifacendosi a personaggi di serie tv, film, libri (Fantasia), la condivisione dell’esperienza emotiva altrui (Considerazione o preoccupazione empatica) e la consapevolezza dei propri stati di ansia in situazioni relazionali (Disagio Personale). Le prime due componenti riguardano le abilità cognitive, mentre le altre due si riferiscono alla reazione emotiva del soggetto.

Rifkin, economista e saggista statunitense, ritiene che l’uomo moderno è per natura predisposto all’empatia. Questi ha la capacità di identificarsi negli altri attraverso i cosiddetti neuroni specchio, ovvero cellule raggruppate soprattutto nella parte sinistra del cervello in grado di farci reagire alle azioni e ai propositi del soggetto con cui entriamo in relazione così da sentirne i dispiaceri, le felicità, gli sforzi. Gli studi recenti del neuroscienziato Rizzolati sui neuroni specchio, mostrano come l’atto di “mettersi nei panni di qualcuno” non proviene da uno sforzo intellettuale, ma deriva dal corredo genetico del genere umano e animale. L’idea di base è che non esiste un rapporto rilevante se non c’è empatia tra i soggetti coinvolti.

L’empatia, dunque, è una capacità complessa che presuppone anche una buona gestione delle proprie stesse emozioni. La persona empatica registra molti effetti benefici sulla propria salute e sulla propria qualità di vita. A scuola, ad esempio, gli studenti empatici sono maggiormente socievoli, meno aggressivi e più altruisti. Le persone empatiche divorziano di meno perché riescono a comprendere meglio i sentimenti dell’altro, e ancora, nei giochi di squadra si ha maggiore collaborazione e si registrano maggiori vittorie. Il meccanismo dell’empatia è una risorsa, poiché, non solo attiva il processo di apprendimento per imitazione (come fa un chitarrista nell’imparare un nuovo accordo) permette, altresì, di vivere e condividere più emozioni e sensazioni rendendo più soddisfacenti le relazioni più strette e migliorando la comunicazione familiare e non.

– Video articolo (tratto da canale youtube Giovanni B) è come riportato dal logo finale della Cleveland Clinic

Emanuele Lodolini e il preferire ascoltare e fare al parlare


emanuele_lodolini_mondoliberoEra un sabato, quel 4 ottobre 2014. In Ancona, in Piazza Cavour alle 17.30, era previsto un incontro su “Verso la Riforma della Pubblica Amministrazione”; un tema sicuramente importante anche se non ci “lavoro” (nel settore pubblico scolastico lavorava mio padre). Ma era “riforma” la parola che mi aveva più attirato, in un settore, quello della Pubblica Amministrazione, si complesso e importantissimo ma anche sicuramente a quanto vissuto soggettivamente nel tempo non sempre efficace come si potrebbe.

Ma in Ancona non mi aveva portato il tema trattato come motivazione principale; pur importante…era sicuramente preceduta dal voler ascoltare uno degli ospiti-partecipanti (Emanuele Lodolini, Deputato del Partito Democratico) che diverse volte mi aveva colpito positivamente (raro quando avviene positivamente dalle parole che si ascoltano, almeno per me) in alcuni interventi registrati tipo questo del 2013 ad Arcevia ma che non avevo mai ascoltato di persona (pur conoscendolo di vista, eravamo stati presentati da amica comune alcuni mesi prima).

Quello che riusciva a esprimere anche “a braccio” mi aveva – mi ripeto – più volte positivamente colpito (nel modo – con passione e chiarezza di chi fa una cosa che conosce e gli piace ossia seguire e aiutare quanto può il suo territorio in particolar modo – e nei contenuti, raccontandolo anche nelle parole che sono sempre importanti).

Questo intervento previsto ad Ancona, sul quale mi era non indifferente sicuramente anche il tema, mi aveva portato a raggiungere il capoluogo in anticipo in treno. Ero arrivato sul posto a piedi, nel giardino all’interno di Piazza Cavour dove era previsto l’incontro già un capannello di persone davanti al grande Gazebo predisposto.  Lo vedo ascoltare delle persone davanti a lui (ci conosciamo di vista come dicevo); mentre annuisce ribattendo con un “già” all’interlocutore che ha di fronte si gira alla sinistra verso di me e, ricambiando con la testa un mio cenno di saluto, con uno “scusate un attimo” mi si avvicina rapidamente. Mi fissa due secondi e mi stringe la mano con un “Ciao!” . “Come va, tutto bene?” mi viene spontaneo. “Si, grazie” risponde sorridendo mentre lo sguardo gli va ad altre persone che si avvicinano al mio fianco e con un cenno con la mano simile a quello fatto all’altro gruppo (ma uno sguardo di chi ha visto proprio delle persone che stava aspettando) mi accenna di scusarlo un attimo avvicinandosi a loro, per parlare e principalmente ascoltare più persone, sempre molto attento.

Passano pochi secondi da quel saluto e mentre faccio mente locale al fatto che sono diversi gli ospiti-previsti oltre lui (Ernesto Carbone, segretario nazionale PD e Stefania Ragnetti CGIL Funzione Pubblica) – visibili alla sua destra clickando sulla foto di questo articolo scattata da me – l’attenzione dei vari capannelli di persone ospiti compresi viene richiamata da un invito ad avvicinarsi per l’inizio dell’incontro.

Faccio caso, mentre ci sediamo tutti tra il pubblico, che Emanuele Lodolini posizionandosi con gli altri ospiti dietro il tavolo vede avvicinarsi dal giardino di fronte altre persone, che riconoscendo saluta con un accenno di sorriso/leggera smorfia come a dire “ora è tardi, mi dite magari dopo” ma è tutta una sensazione “visiva”. Inizia l’incontro, vengono presentati gli ospiti e durante i primi interventi proprio mentre penso al fatto che sono contento di esser venuto ad Ancona ad ascoltarlo viene comunicato, tra un intervento di introduzione e l’altro, che Emanuele Lodolini dato che un ospite deve andare via presto e i tempi sono stretti preferisce non fare un suo intervento,  preferisce – viene detto –  “ascoltare e dare spazio agli interventi dei presenti”.

Non nascondo di essermi sentito subito istintivamente amareggiato….: “Ma come…vengo a sentire lui …e non parla?” mi son detto. Ma immediatamente dopo guardandolo mi sono auto-corretto: quella scelta era rara e bella, preferire ascoltare-sentire  al parlare. Sentivo poi ascoltando una conversazione vicino a me che la persona che doveva lasciare anticipatamente l’incontro era ovviamente altro ospite, su questo non avevo dubbi (la scelta nell’altro caso sarebbe stata facile-obbligata).

Non potendomi trattenere fino alla fine per prendere l’ultimo treno previsto poi più tardi tornato a casa gli scrissi, complimentandomi con tutta sincerità per la rara scelta; rispose scusandosi per non avermi salutato come avrebbe voluto nel caos prima dell’incontro  ma gli impegni d’ascolto previsti erano diversi.

Mi proposi, come pensiero, di parlarne e scriverne prima o poi, ma questa attenzione all’ascolto nel tran tran quotidiano mi è tornata in mente oggi; nel tempo del gridare onestà e sincerità e delle parole “fine a se stesse” una persona che comunica sicuramente molto giustamente e fortunatamente le molte cose che fa, ad esempio all’interno del suo nuovo sito (un consiglio…provate ad entrarci ed provare le utili voci presenti…),  su facebook in canale nominativo e in Emanuele Lodolini – Per il cambiamento, su twitter ma che prima di tutto, predilige ascoltare (e basta navigare ad esempio nel suo sito per non averne dubbi).

“Esserci”.

Ascoltare, fare, comunicare. Tutte e in questo ordine, come conseguenza una cosa dell’altra…comunicandolo anche per rendere conto, con passione.

Buona vita.