Muoio dalla voglia di conoscerti, bel romanzo consigliatomi da…


Muoio dalla voglia-Mondolibero“Secondo me…questo libro ti piacerebbe” mi è stato detto da mia figlia come risposta al mio  “com’è?” prima che lo restituisse in biblioteca. Mi aveva già incuriosito la copertina, poi con quell’informazione-invito….chiederlo e leggerlo “per me” è stato tutt’uno.

Bellissimo, non mi viene un’altra parola di sintesi.

La storia che è alla base è ben trasmessa secondo me dall’introduzione nella prima retro-copertina, quindi stupido cercare altre parole no?

Che cosa hanno in comune un vecchio e un ragazzo sconosciuti l’uno all’altro? Quando il vecchio in questione, uno scrittore, voce narrante di questo romanzo, incontra per la prima volta il goffo e guardingo Karl proprio non ne ha idea. Lo scoprirà vivendo la nascita di un’amicizia a sorpresa, fatta di scambi e di silenzi, di somiglianze e differenze. Karl ha bisogno dello scrittore perchè gli scriva una lettera destinata alla ragazza del suo cuore. Fiorella, grande lettrice e grafomane che esige da lui parole messe su carta. Lo scrittore ancora non lo sa, ma ha bisogno di Karl per uscire da un isolamento che rischia di ucciderlo. Tra equivoci, rivelazioni, esperimenti d’amore giovane prende forma un romanzo forte come la vita. I migliori lo sono sempre.

Spettacolare poi l’inizio

“Posso parlarle?”
“Perché?”
“Lei fa lo scrittore?”
“E allora?”
“Ho bisogno del suo aiuto.”
“Hai visto il cartello sulla porta?”
“Si.”
“Cosa dice?”
“Niente visite senza appuntamento.”
“Hai un appuntamento?”
“No.”
“Allora ti suggerisco di prenderlo.”
“Posso prendere un appuntamento?”
“Per quando?”
“Per adesso.”

I due scopriranno conoscendosi varie cose. Il ragazzo ad esempio comprenderà che il cambiare forma a quello che pensa non è un lavoro fatto semplicemente sostituendosi a lui.

“Com’è?”
“Ok. E’ quello che ho detto io ma in ordine e messo in un linguaggio più scorrevole. Alcune parole non suonano mie. E la parte sull’intelligenza morale non l’ho detta io”.
“Si, invece, anche se non proprio con quelle parole.”
“Ma dicono quello che intendi tu no?”
“Si.”
“E adesso puoi usarle anche tu, no?”
“Suppongo di sì.”
“Quindi adesso sono tue quanto mie.”
“Davvero?

anche se capirà che il problema principale  potrebbe non essere il suo non comunicare chiaramente …mentre lo scrittore si renderà conto di cosa è in grado di dare al ragazzo..e di cosa sta ricevendo lui stesso come messaggio d’aiuto. Di scambi parla giustamente la retro-copertina. Il ragazzo poi scoprirà tra le altre cose…che a volte la felicità si presenta non nei luoghi previsti, che quanto oggi consideriamo bellissimo e importante domani nella nostra percezione  potrebbe…cambiare.  “Senza parlare” di una parte che mi ha ricordato una conversazione con un mio caro zietto.

“I dottori. Che cosa dicono?”
“Che sarà tutto OK.”
“Ecco, appunto”.
“Ma io non gli credo”.
“Perché?
“E’ il modo in cui lo dicono. E come si guardano e come guardano le infermiere quando mi parlano. Credo che mentano”.

A volte, nel bene e nel male, basta saperle guardare…le persone. Specialmente quelle che pensano che gli altri non facciano caso, o che non sanno che chi è davanti ha vissuto altre volte quelle situazioni da un altro punto di vista. O semplicemente perché si è attenti agli altri.

Questi alcuni dei messaggi che ho letto nel libro, poi con certezza ognuno ne troverà anche di propri o diversi…Ogni lettura è interpretata personalmente, come è bello e giusto che sia.

Un bel romanzo della casa editrice Rizzoli, nel quale  il punto”chi aiuta chi” è vago o meglio nell’atmosfera, un romanzo che finisce in modo simpaticissimo. Ma non sarò certo qui a dirvelo tranquilli. Vi posso solo suggerire che a volte i “nuovi inizi” sono molto più semplici di quel che potrebbe sembrare

Buona vita.

“Noi”, bel romanzo di Walter Veltroni


Noi-Walter-Veltroni-MondolibroNella copertina un ragazzino, di spalle con in mano una macchina fotografica, con l’altra, sembra appoggiata ad una parete cercando di guardare “attraverso”.

E il romanzo “Noi“, edito dalla Rizzoli, è un “attraverso” di 4 storie che attraversano generazioni; un figlio Giovanni che poi diventa padre di Andrea, che avrà come figlio Luca che diventerà il padre di Nina, dell’ultima storia ambientata nel 2015.

Si va dagli anni della persecuzione agli ebrei e del nazismo ma “vicini” alla liberazione…agli anni del boom, al terremoto in Irpinia.

Come racconta in una registrazione audio Antonio Albanese sulle pagine del sito dedicato  al testo (dove trovate anche parti dello stesso, una letta da Albanese stesso), il libro si divide appunto in 4 stagioni, e racconta in dialoghi  ed eventi  delle generazioni di una famiglia e di un mondo in poco tempo (ma molto chiaramente). Nel sito del libro trovate alcuni dei brani musicali che caratterizzano le storie; il link al servizio esterno che permetteva di ascoltarle sembra non funzionare più, qui trovate link da me trovati sul servizio Grooveshark:

– Gino Bechi – La strada nel bosco
– Natalino Otto – Ho un sassolino nella scarpa

Gino Paoli – Sapore di sale
Nino Rota – Tema da Otto e mezzo
Ben E. King – Stand By Me
Adriano Celentano – Sei rimasta sola
Sergio Endrigo – Io che amo solo te

– Lucio Dalla – Cara
– Keith Carradine – I’m Easy
– Antonello Venditti – Modena
– Adriano Celentano – Una carezza in un pugno
– Lucio Battisti – Una giornata uggiosa
– Alan Sorrenti – Non so che darei
– Fabrizio De André – Canzone dell’amore perduto
– Claudio Baglioni – E tu…

– Gene Krupa and His Orchestra – Moonlight Serenade

Oltre 300 pagine che inizialmente mi avevano “preoccupato” (non leggevo libri da raggiungere 300 pagine da non so quanto tempo) ma poi mi sono ritrovato nel tipo di scrittura che conoscevo e l’ho letto e seguito in momenti di alcuni fine pomeriggio di questa settimana. Avevo già letto “La scoperta dell’alba” del 2006 e “Senza Patricio” del 2004; sia nella retro-copertina posteriore che nella pagina dedicata all’autore nel sito del libro sono indicati gli altri suoi testi principali.

Un romanzo che alza l’attenzione, secondo me, tra le altre cose…su quanto forte e tragica può essere la storia di una famiglia che superficialmente potrebbe sembrare diversa; come quel “Noi” che si scoprirà non ha solo il significato che sembra..

Ma non aggiungo altro, per non rischiare di falsarvi la lettura, se valuterete di farla; poi descrivere un libro così pieno di messaggi secondo me non è proprio facile e si rischia anche di essere banali, non chiari o troppo “soggettivi”.

Non ho ancora consigliato di leggerlo? Beh…lo faccio ora.

Buona lettura…e buona vita.

Sito Walter Veltroni Noi