Neuroni specchio: empatia e socialità


Sono gli anni ‘90 quando nei laboratori di fisiologia dell’Università di Parma il neuroscienziato Giacomo Rizzolatti (in foto, tratta da Wikipedia) e il suo gruppo di ricerca, scoprono casualmente una nuova famiglia di cellule cerebrali denominata neuroni specchio.

La scoperta ha rivoluzionato il campo delle neuroscienze tanto da portare Ramachandran, noto neuroscienziato indiano, ad affermare che “I neuroni specchio saranno per la psicologia quello che il DNA è stato per la biologia”.

Collocati nella parte del cervello che si occupa di elaborare gli stimoli motori, tali neuroni hanno una duplice valenza, osservativa e esecutiva e perciò si attivano sia per cause sensoriali (quando il soggetto vede compiere l’azione) che per finalità motorie (quando il soggetto compie un’azione).

Più semplicemente, quando pur rimanendo immobili guardiamo accuratamente un’azione e riusciamo a comprenderla e a darle un senso specifico, è come se nel nostro cervello la ripetessimo, per questo tale classe di neuroni funzionano come uno specchio.

Secondo gli studiosi della materia, il sistema mirror ci permette una rapida visione di ciò che ci accade intorno, di entrare in empatia con le persone, di sentire emozioni, sentimenti ed intenzioni della psiche dei soggetti con cui interagiamo.

Attraverso quel meccanismo definito da Gallese di “simulazione incarnata”, si intuiscono e si vivono azioni, gesti, comportamenti delle persone, avvertendo automaticamente le emozioni a esse associate comprese le intuizioni e, creando le condizioni per entrare in piena sintonia con loro.

Del resto per il genere umano è naturale riconoscere i gesti delle altre persone, sentirne le sensazioni, vivere il loro stato d’animo come se fosse il proprio. Le emozioni sono contagiose, è più facile sorridere se vediamo sorridere, gioire se ci troviamo in presenza di persone allegre, essere violenti se esposti a comportamenti violenti.

È ciò che rende possibile i processi di identificazione con l’altro, rafforzando modelli e schemi di interazione e di riconoscimento. L’imitazione d’altro canto, offre valore agli insegnamenti morali e intellettuali favorendo l’integrazione familiare e sociale.

Alla luce di tali osservazioni possiamo certo affermare come i neuroni specchio siano capaci di creare un legame profondo, spontaneo e sincero teso ad unire il genere umano.