Gigi Buffon – Alessandro Del Piero, bel colloquio da studio a fine Italia-Germania


Un’intervista con Gigi Buffon al termine della partita Italia-Germania di Ieri, nella quale viene ricordato e mostrato uno dei suoi interventi del Gigi Nazionale e con Alessandro Del Piero ospite che parlandogli gli passa un invito-commento da ascoltare…

Vi consiglio anche la successiva intervista ad Antonio Conte. Ma vi lascio al bel video sopra mostrato con Gigi Buffon…

Buona vita.

 

“Io sono muto, mica cieco..” (cit.). Grazie di tutto, Bud.


Voglio ricordarlo così, con questa mitica scena da “I due superpiedi quasi piatti” (tratta dal canale youtube “Marco Rossi”) il grande Bud Spencer alias Carlo Pedersoli, morto ieri dopo aver detto “grazie” come riportato da Ansa  (come raccontato dal figlio).

Tanti ricordi, tante sere al cinema, tante risate tutti insieme.

Grazie, Bud.

 

Assertività e benessere


assertivita_mondoliberoLa parola assertività deriva dal latino “assèrere” e significa “asserire” o anche “affermare se stessi”. Tale vocabolo indica il potere di farsi valere con la persuasione, nonché, la capacità di sostenere la propria idea nonostante opinioni contrarie. Gli psicologi Alberti ed Emmons hanno definito l’assertività un’attitudine del soggetto, “un comportamento che permette ad una persona di agire nel suo pieno interesse, di difendere il suo punto di vista senza ansia esagerata”.

Essere assertivi significa essere capaci di esprimere con lealtà le proprie sensazioni ed i propri punti di vista senza essere prevaricati o prevaricare. Il soggetto assertivo è colui che si impegna a fondo per risolvere determinate situazioni problematiche.

La persona che non ha difficoltà a manifestare le proprie emozioni ed i propri pensieri, è una persona in grado di farsi rispettare, di far valere le proprie ragioni seppur contrarie alla massa. La persona assertiva è quella che agisce per il proprio benessere senza scalfire i sentimenti altrui. È la persona che sa esattamente cosa desidera e ambisce alla realizzazione dei propri sogni senza permettere che vengano calpestati. Badiamo bene che l’atteggiamento assertivo non è sinonimo di egoismo. Difatti, mentre la persona egoista esige con il proprio comportamento che tutto gli sia dovuto, non accettando opinioni divergenti e manifestando un chiaro opportunismo; la persona assertiva dà credito e spazio alle proprie sensazioni senza screditare quelle altrui.

Certamente è un vantaggio vivere seguendo uno stile assertivo. Per riuscirci e trarre beneficio da esso è opportuno seguire alcune “regolette”. Innanzitutto, dobbiamo essere chiari con noi stessi, con ciò che sono le nostre ambizioni ed i nostri propositi. Inoltre, non dobbiamo avere paura di accettare qualche rischio. È chiaro che esponendo le nostre idee, specie se queste sono contrarie a quelle di chi ci sta vicino, rischiamo di essere fraintesi, allontanati o derisi. Non importa, continuiamo ad affermare il nostro vero io, solo così vivremo meglio con noi stessi e saremo in grado di costruire legami sinceri e reali. Un’altra regoletta da rispettare riguarda la necessità di ammettere i nostri errori e di guardare la situazione secondo un’ottica razionale e obiettiva. È importante riconoscere le nostre sviste, i nostri sbagli ed è altrettanto importante non farci ingannare dai sentimenti valutando una data situazione. Per intenderci, per cercare di comprendere al meglio una condizione è bene guardare anche con la mente e non solo col cuore. Importante è altresì, riconoscere l’importanza che le proprie idee, sensazioni, paure, gioie, insoddisfazioni vengano ascoltate. Infine, ma non per importanza, la capacità di saper dire di no senza per questo sentirsi in difetto. È chiaro che queste regolette non possono essere apprese tutte assieme. La strada per diventare persone assertive è lunga e perciò richiede anche tempo per essere realizzata.

Il segreto è iniziare e, passo dopo passo, acquisiremo ogni informazione indispensabile per apprendere questo stile di comportamento utile per il nostro benessere ed il nostro equilibrio interiore.

King of Brenta dal 13 al 19 giugno per vivere il parapendio


King-Brenta-MondoliberoLe splendide Dolomiti ospitano per la prima volta l’Aerobatic Paragliding World Cup, vale a dire la coppa del mondo di parapendio acrobatico. Teatro della manifestazione il lago di Molveno (Trento), affascinante specchio d’acqua nella cornice naturale del maestoso Gruppo del Brenta ad ovest e del massiccio del monte Gazza e della Paganella a sud-est. Trenta i piloti provenienti da dieci nazioni, una dozzina gli italiani, protagonisti dell’evento che passa sotto il nome di King of Brenta, dal 13 al 19 giugno. I primi tre giorni sono dedicati al Molveno Trophy – Acro Italian Cup, gli altri alla gara internazionale. L’egida è quella dell’Aero Club d’Italia e della Lega Piloti.

Dopo il decollo dalla località Canfedin sul monte Gazza, 1900 metri, i parapendio si porteranno sulla verticale del lago dove inizieranno ad eseguire fantastiche figure aeree nelle specialità singolo e sincronizzato, cioè coreografie di un solo pilota ed in coppia. Al termine della sfida adrenalinica contro le leggi della fisica, atterraggio su una zattera posta in mezzo al lago di fronte alla spiaggia del Lido di Molveno, finale non del tutto scontato. In difetto, ci penseranno le acque ad accogliere i volatori. L’ultimo giorno il decollo dal pendio montano sarà sostituito da un elicottero fermo a 600 metri sul lago e dal quale si lanceranno i piloti.

A ridosso del lido di Molveno, funzionerà Acroland, villaggio dello sport con gli stand dei produttori di attrezzature per il volo libero, cioè senza motore, sulle ali del vento, visitabile da curiosi ed appassionati. Gli organizzatori non hanno dimenticato di soddisfare esigenze più terrestri del pubblico con una zona ristorazione, animazione ed un palco sul quale nel fine settimana si esibiranno le migliori band del nord Italia con la collaborazione di una nota emittente radiofonica. Nella serata di sabato l’Abarth Dolomiti Club sfilerà per le vie del paese fino alla griglia di partenza per una gara a tempo nelle vicinanze della spiaggia. A corredo dell’evento spettacoli con base jumper, deltaplani e paramotori.

Autore: Gustavo Vitali
Ufficio Stampa FIVL
Associazione Nazionale Italiana Volo Libero (registro CONI n. 238227)
il volo in deltaplano e parapendio
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Cell.: 335 5852431
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Appuntamenti televisivi nel 2 giugno – Anniversario della Repubblica italiana


Nel 70° anniversario della Repubblica Italiana (2 giugno 1946 – 2 giugno 2016), la Rai dedica all’evento una programmazione alla quale dare attenzione.

Dettagli sulle pagine di rumors.rai.it.  Sopra un breve ma significativo video Rai sull’importante giornata.

Buona giornata e buona vita.

L’ululato è donna


donne_corrono_lupi_MondoliberoDonne che corrono coi lupi è un classico, un long seller che ha cambiato la vita a diverse generazioni di lettrici. Scritto dall’analista junghiana e “cantadora” Clarissa Pinkola Estès, il romanzo in questione, attraverso svariate fiabe, miti e storie (da Barbablù a La piccola fiammiferaia, da Il brutto anatroccolo a Scarpette Rosse, da Vassilissa la Saggia a La Donna scheletro ecc), offre l’opportunità di comprendere e conoscere gli aspetti più nascosti ed importanti della nostra personalità.

È possibile, attraverso tale lettura, compiere un viaggio intimo e profondo nella nostra anima ed entrare in contatto con ciascun tipo di donna nascosta in noi: la donna lupo, la donna scheletro, la donna foca ecc. e poter così risvegliare la nostra natura Selvaggia.

La Donna Selvaggia è l’anima femminile ma anche la fonte del femminino. “E’ tutto quanto è istinto, è un insieme di mondi visibili e nascosti, è la base. (…) E’ la fonte, la luce, la notte, l’oscurità e l’alba. (…) E’ colei che tuona contro l’ingiustizia. E’ quello che ci fa andare avanti quando pensiamo di essere finite. (…) la Donna Selvaggia vive di poesia, percussione e canto”.

Purtroppo, come sostiene Clarissa Pinkoma Estès, spesso la Donna Selvaggia è soffocata da paure, insicurezze e stereotipi. La donna è sottomessa, oppressa, reclusa, manipolata. Per vivere seguendo la propria natura occorre recuperare l’istintualità. È necessario riappropriarsi della propria autostima e liberarsi dalla gabbia in cui ci è stato imposto di vivere. È doveroso richiamare l’anima selvaggia che è in noi “con il suono, con la musica che fa vibrare il diaframma, eccita il cuore, con il tamburo, con il fischio, il richiamo e l’urlo. Dobbiamo perciò tornare alla nostra vita istintiva. Dobbiamo far cadere i falsi manti che ci hanno dato, indossare al suo posto il manto autentico dell’istinto possente e della conoscenza”. Clarissa Pinkola Estès invita a richiamare l’anima attraverso la meditazione ed i ritmi del canto, della pittura, della scrittura e della danza. Donne che corrono coi lupi è un autentico capolavoro di psicologia e spiritualità.

È una lettura preziosa e illuminante per quelle donne alla ricerca costante della propria identità più autentica e profonda. E’ una poesia per quelle anime che non hanno mai smesso di nutrire i loro sogni. E’un romanzo ricco e profondo per tornare ad essere Donne Selvagge che “ululano, ridono, cantano”.

Cornizzolo Cup Italian Paragliding Open 2016 dal 21 al 28 maggio


cornizzolo-2016-sabbioni-1-MondoliberoDal 22 al 28 maggio presso il Cornizzolo, monte che sovrasta Suello (Lecco) ed i laghetti di Annone ed Oggiono, si volerà la Cornizzolo Cup, Italian Paragliding Open 2016, gara internazionale e campionato italiano di parapendio.

Organizzata dall’Aero Club Lega Piloti e dal Parapendio Club Scurbatt, nome che nella lingua locale designa il corvo, lo scenario sarà quello del triangolo lariano e del braccio del lago di Como cantato dal Manzoni, con sconfinamenti nelle province di Como, Bergamo ed in Valsassina. Dipenderà dalle condizioni del tempo. Più che in letteratura, i 125 piloti, massimo numero ammesso, si esibiranno, invece, in sette giorni di voli in parapendio mezzo che, insieme al deltaplano, costituisce lo sport del volo libero, cioè senza motore.

Verranno da 20 nazioni, incluse Nuova Zelanda, Venezuela e Messico. Dopo l’Italia, sarà la Francia la nazione più rappresentata. I due mezzi si reggono in aria con un “motore” assolutamente ecologico, zero consumi ed emissioni, perchè sfrutta le masse d’aria ascensionali, dette termiche, a loro volta provocate dall’irraggiamento del suolo. Queste consentono di guadagnare quota e con essa la possibilità d’avanzare grazie all’efficienza delle ali. A sua volta l’avanzamento permette di intercettare nuove termiche e di riguadagnare la quota eventualmente perduta in un continuo su e giù anche per centinaia di chilometri. La delucidazione è sommaria, ma rende l’idea. Di certo la rendono meglio i 514 chilometri del record mondiale stabilito lo scorso autunno in Brasile ed i 401 di quello femminile stabilito nella stessa zona e periodo da Nicole Fedele, pilota friulana.

Questi risultati sono classificati dalla Federazione Aeronautica Internazionale (FAI) come “distanza libera”, cioè parto da un punto e volo il più lontano possibile. Invece, volare in un campionato presenta difficoltà diverse. Il pilota deve obbligatoriamente seguire un percorso prestabilito con obbligo di toccare punti prefissati del territorio, detti boe, prima di raggiungere l’atterraggio.

Secondo le condizioni meteo, i tracciati vanno dai 70 ai 110 chilometri. Vince chi impiega meno tempo. Il corretto aggiramento delle boe è certificato dal GPS in dotazione al pilota, insieme al livetrack, strumento che consente di seguire la gara in diretta dai computer. La somma delle classifiche di ogni singola prova dà la classifica finale ed in questo caso i nuovi campioni.  Silvia Buzzi Ferrari (Milano) e Marco Littamé (Torino) difenderanno i rispettivi titoli conquistati lo scorso anno, il nono per Silvia ed il quarto per Marco.

Sito storico il monte Cornizzolo (1.241 m) perché vi nacque il volo libero nel 1972, quando il comasco Alfio Caronti spiccò il primo volo in deltaplano d’Europa. Atterraggio ufficiale a Suello, sede del quartier generale della gara giunta alla 12.a edizione e che si svolge sotto l’egida dell’Aero Club d’Italia e della FAI.

Ben 42 i volontari impegnati nell’organizzazione.

Immagine articolo tratta da www.gustavovitali.it

Autore: Augusto Vitali
Ufficio Stampa FIVL
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