Prossimamente il Commissario Montalbano in tv…


Vedevo oggi in tv una brevissima pubblicità sul previsto prossimo ritorno del Commissario Montalbano.

Bella serie. In questo “vecchio” servizio del 2014…(27 minuti che vi consiglio di vedere per intero, del canale youtube MHz Choice ) di sottofondo anche delle celebri musiche della bella serie (per ironia, storie degli stupendi libri di Camilleri, simpatia…).

Nel bel servizio anche simpatiche interviste agli attori protagonisti nella celebre serie…

Speriamo presto, questo ritorno…

Buona vita.

Charlie Hebdo, un anno dopo


charlieImmagina di essere un bambino. Immagina di avere la passione per il disegno e l’ironia come tratto caratterizzante tipico della tua personalità. Immagina di voler trasformare questa passione in lavoro e immagina di riuscirci. Ti ritrovi da adulto a lavorare in uno dei maggiori settimanali satirici, scomodi, cinici e divertenti francesci: il Charlie Hebdo.

Così una mattina di gennaio di un anno fa ti rechi in redazione, prendi posto alla tua scrivania, impugni la matita e cominci a raccontare e a “deridere” la vita attraverso il disegno. Credi nel potere dell’ironia, credi nel riso come arma potentissima da utilizzare a favore della libertà di espressione, del diritto di parola e di opinione. Credi nel sarcasmo come strumento più efficace per sancire il diritto di satira.  Ma il fanatismo islamico non la pensa come te.

L’Islam non è pronto a ridere di fronte le caricature di Maometto pubblicate nel 2005 sul quotidiano danese Jyllands-Posten. Così la mattina del 7 gennaio due uomini fanno irruzione nella sede del quotidiano parigino di cui sei direttore e armati di kalashnikov uccidono te e altri 11 collaboratori in nome di Allah.

 L’eco della notizia si diffonde rapidamente per il mondo e nei giorni seguenti l’attentato si innalza un coro: “je suis Charlie” come messaggio di solidarietà e di difesa della libertà di parola, per il diritto di satira e contro ogni censura. Innumerevoli omaggi provengono da ogni parte del mondo: manifestazioni, veglie e vignette si concretizzano in vostra solidarietà e in nome della libertà di espressione.

È proprio in nome di tale libertà, il 12 gennaio successivo al massacro il settimanale torna nelle edicole europee e non, con una tiratura di 3 milioni di copie. In copertina Maometto in lacrime mostra un cartello recante la scritta “Je suis Charlie”, mentre in alto si legge la didascalia “Tout est pardonne'”: E’ tutto perdonato. Il nuovo numero presenta disegni e testi inediti, con l’obiettivo primario di far ridere, come sempre.

Se Charlie una cosa ce l’ha insegnata, è proprio quella di continuare a seguire la propria strada senza permettere alla paura di guidarci nelle nostre azioni.

Ci ha insegnato ad andare avanti uniti contro ogni forma di “potere” tesa a minacciare la democrazia e la libertà di parola. Ci ha insegnato a restare umani di fronte alla disumanità, impegnandoci per costruire un mondo libero e democratico.

Così ad un anno dalla tragedia il settimanale satirico francese si prepara a commemorare le sue vittime con un numero speciale dedicato proprio all’anniversario della strage (e un’immagine di copertina che ha destato già qualche polemica), al suo interno troveremo anche una raccolta dei disegni inediti dei vignettisti uccisi dalla furia omicida jihadista.

Per Charlie è fondamentale continuare a raccontare la sua verità al mondo con l’umorismo e la provocazione che lo hanno reso noto.

Chapeau Charlie!

Immagine articolo tratta da Wikipedia

Buon 2016 e oltre…


 

Calendario_Mondolibero

 

Come  tradizione di questo Blog…un augurio grandissimo di buon anno con il nostro calendario scaricabile.

State trascorrendo delle belle feste? Mi auguro di si…

Pronti e carichi per un nuovo anno…

Buon 2016…e buona vita.

Il mahatma siciliano: Danilo Dolci


Danilo_Dolci_Wikipedia_MondoliberoIl 30 dicembre del 1997 ci lasciava Danilo Dolci. Ma chi era Danilo? Perché è importante parlare di lui e perché è importante ricordarlo a 18 anni dalla morte? Dolci è stato un educatore, poeta e attivista italiano della non-violenza.

È considerato da molti una delle figure più rilevanti del movimento pacifista nel mondo tanto da meritarsi l’appellativo di Gandhi della Sicilia.

Il maggior merito di Danilo è stato quello di aver aiutato ed esortato la gente ad aprirsi, riflettere, incontrarsi, confrontarsi. È stato fautore di diverse lotte non violente contro la mafia, la miseria e per i diritti dei lavoratori, concretizzate tramite il digiuno e l’invenzione di azioni di protesta del tutto nuove.

L’attività sociale di Danilo si concretizza pienamente quando nel 1950, dopo aver abbandonato gli studi, va a vivere a Nomadelfia in una comunità di accoglienza per minori fondata da don Zeno Saltini e dopo a Trappeto, dove colpito dal profondo stato di degrado del posto, comincia a chiedersi cosa fosse possibile fare per promuovere un cambiamento.

Ha inizio così la lotta nonviolenta , quella lotta compiuta in nome della giustizia sociale e della libertà. Ciò che colpisce è che ogni iniziativa di Danilo non è per nulla dettata da idee assistenzialistiche, bensì ispirate all’ autoanalisi popolare. L’atteggiamento di Danilo non è quello di un maestro che vuole imporre le sue verità; Dolci esorta la gente a creare un proprio pensiero individuale convinto che non esista cambiamento reale senza il coinvolgimento e l’ intervento diretto degli interessati. Quelli sono anni, grazie proprio all’opera di Danilo, in cui le persone iniziano a farsi domande, a confrontarsi, a non subire le scelte ma a scegliere.

Ricordiamo fra le sue battaglie sociali più note il “digiuno dei mille” e “lo sciopero alla rovescia” nonché l’intensa attività di studio e di denuncia del sistema mafioso-clientelare. Nel ‘58 viene insignito del Premio Lenin per la Pace e con i soldi della vittoria Dolci costituisce il “Centro studi e iniziative per la piena occupazione”.

Candidato più volte al Nobel per la pace, gli viene conferita la laurea honoris causa in pedagogia e in scienze dell’educazione e la medaglia d’oro per “i suoi sforzi generosi e fecondi in un’opera di profonda solidarietà umana ed insieme promovimento di alti valori di cultura” assegnata dall’Accademia Nazionale dei Lincei. Numerose altresì, le pubblicazioni letterarie in collaborazione con numerosi intellettuali e scienziati, da Treccani a Laszlo, da Galtung a Borghi, da Rubbia a Fromm, ecc.

Nel marzo del 1967 organizza “la marcia della protesta e della speranza per la pace e per lo sviluppo” che vede la partecipazioni di decine di contadini, famiglie e lavoratori, ma anche di Peppino Impastato e intellettuali come Carlo Levi, Bruno Zevi, Lucio Lombardo Radice, ecc.

Danilo Dolci ha generato un’esperienza di lavoro sociale ed educativa probabilmente senza precedenti.  Attraverso le sue battaglie ha prodotto i presupposti per un effettivo cambiamento ancora oggi percepibile.

Ecco perché parlare di Danilo non è facile, non è semplice descrivere le sue opera in poche righe senza correre il rischio di cadere nella retorica. L’intento di tale articolo dunque, è quantomeno quello di far sì che figure straordinarie come la sua non vengano dimenticate. Ricordare a tutti, specie alle nuove generazioni, l’importante contributo che quest’uomo ha offerto per lo sviluppo di una terra che sin da subito ha imparato ad amare e a proteggere con dedizione e passione. Tutto ciò affinché non venga obliato il suo insegnamento oggi più attuale che mai e che è possibile riassumere in queste sue semplici ma significative parole: “Certamente esistono situazioni irrazionali, in tensione, in esplosione. Proprio per questo occorre una vita nonviolenta così organica, così forte, così duramente forte quando occorre, da assorbire e impedire la mala violenza a tutti i livelli.

Per non rischiare di disperdersi in astrazioni o in un’azione di propaganda velleitaria, occorre aver i piedi per terra nell’azione e nella lotta mentre lo sguardo vede anche lontano; formare dal basso centri di sviluppo aperto che man mano si approfondiscano, allarghino, moltiplichino: cellule nuove che tendano a collegarsi in nuovi tessuti”.

Foto articolo tratta da Wikipedia

Dov’è Babbo Natale…


Dov’è Santa Claus e cosa starà facendo, queste la domande che bimbi più o meno grandi si fanno il giorno della Vigilia di Natale.

A parte risposte simpatiche come quella del canale youtube di Google Maps sopra mostrata (che risale al 2013 ma direi “sempre attuale” :) )… informazioni aggiornate possono essere date da “servizi” online come Google Santa Tracker.

Buon Natale…e buona vita.

Resta anche domani, bel romanzo di Gayle Forman


Resta anche domani_Mondolibero

“Dall’autrice di Resta anche domani”, la scritta su un libro che mi era rimasta in mente.

Ed eccolo lì, “Resta anche domani”, lo vedo in un centro commerciale. Lo prendo in mano,  sfoglio rapidamente e leggo  le prima righe della “quarta di copertina”, dietro (cosa che faccio spesso nei libri):

Non ti aspetteresti di sentire anche dopo. Eppure la musica continua a uscire dall’autoradio, attraverso le lamiere fumanti. E Mia continua a sentirla, mentre vede se stessa sul ciglio della strada e i genitori poco più in là, uccisi dall’impatto con il camion….

Si, quando Mia si ritrova a guardare i resti dell’auto nella quale si trovava pensa di essere per un’istante l’unica che si è certamente salvata dall’incidente senza alcuna conseguenza. No, le cose non stanno esattamente così. Se ne rende conto quando osserva le persone in terra… Ma non è nemmeno come potrebbe comprensibilmente sembrare in un primo momento…

Una citazione, da pagina dalle pagine 56 e 57:

“Che ne dici di un giro in città?” propose il nonno con un sorriso.

“Molto volentieri.”

Facemmo tutto quello che la nonna aveva messo in programma. Andammo persino a prendere il tè con i pasticcini, ma saltammo il ristorante di lusso sul molo prenotato dalla nonna per avventurarci nel quartiere di Chinatown in cerca del posto più gettonato dove cenare.

Dopo avermi riaccompagnata a casa, il nonno mi abbracciò. Di solito è uno che si limita a una stretta di mano o al massimo a una pacca sulle spalle, nelle occasioni speciali. Quell’abbraccio energico e caloroso era il suo modo per dirmi che era stato bene con me.

“Anch’io, nonno”, sussurrai.

Se pensate che tutti i giorni siano uguali, se pensate che nulla può cambiare nella vostra vita e che tutto è di una noiosa prevedibilità…un libro che potrebbe farvi bene. Ma attenzione, non è certamente la storia tragica che potreste ipotizzare. Tutt’altro.

Non è un caso che nel sito dell’autrice Gayle Forman si trovi scritto riguardo l’originale “If i stay“:

Contemporaneamente tragico e pieno di speranza, questa è una storia romantica, avvincente e, infine, edificante sulla memoria, musica, vita, morte, amore.

No, non avrei potuto descriverla meglio, questa storia.

No, non penso sia giusto che vi anticipi altro di questo bel romanzo della lina Oscar Mondadori

Buona lettura e buona vita..

Rosa Parks: madre dei diritti civili


Rosa_Parks_Wikipedia_MondoliberoQuando si parla di attivisti statunitensi non può non essere menzionata Rosa Parks, colei che ha fatto della lotta per i diritti civili la sua battaglia di vita tanto da essere ricordata come “The Mother of the Civil Rights Movement”.

Rosa aveva 42 anni quando la sera del 1 dicembre di 60 anni fa, di ritorno dal suo lavoro di sarta a Montgomery, si rifiutò con calma e dignità, di cedere il proprio posto sull’autobus ad un passeggero bianco salito dopo di lei. Il gesto le costò l’arresto e la galera per condotta impropria e disordine pubblico in quanto accusata di aver violato le leggi sulla segregazione di “Jim Crow” che consistevano nel obbligo dei neri a cedere il proprio posto ai bianchi quando nel settore a loro riservato non ve ne erano più di disponibili.

L’arresto di Rosa portò quella stessa sera a far si che cinquanta leader della comunità afroamericana, guidati dal pastore protestante e futuro premio Nobel per la Pace Martin Luther King, si organizzassero al fine di mettere fine ai lunghi soprusi dei bianchi contro i neri. Il giorno dopo l’accaduto si decise per il boicottaggio degli autobus da parte dei neri della città di Montgomery. Il boicottaggio dei mezzi pubblici si diffuse rapidamente anche perché la comunità afroamericana poté beneficiare del sostegno dei tassisti afroamericani che avevano adeguato le loro tariffe a quella degli autobus, seppur tali misure fossero in violazione delle leggi in vigore. Il boicottaggio si concluse dopo 382 giorni e maturò una forte campagna di protesta al termine della quale nel 1956, la Corte Suprema degli USA dichiarò all’unanimità incostituzionali le leggi di Montgomery e dell’Alabama che permettevano la segregazione sui pullman.

Probabilmente è proprio grazie a quel fermo no pronunciato da Rosa che agli afroamericani negli anni è stato concesso il diritto al voto, la possibilità di iscriversi all’università, il sacrosanto diritto di non essere discriminati.

Oggi, la storia di Rosa è più attuale che mai, e purtroppo nonostante sia stato eletto per la primissima volta un afroamericano come presidente e nonostante le diverse conquiste ottenute dalle persone di colore, in diversi stati dell’USA si rivive l’incubo dei soprusi razziali. Dall’omicidio di Michael Brown a Ferguson nell’agosto del 2014 fino a quelli di New York, Austin, Cleveland e North Charleston, dove si è registrato un uso eccessivo delle forze da parte di agenti bianchi contro cittadini neri, senza che vi fosse un’apparente giustificazione.
Ma proprio di fronte a tali fatti dobbiamo ricordarci di Rosa e dell’insegnamento che ci ha lasciato. La sua storia ci insegna difatti, che è possibile ribellarsi e combattere l’ignoranza, ci insegna che è possibile dire no, ci fa comprendere l’importanza di non piegarsi alla prepotenza dell’ideologia razzista.

Ci insegna a non desistere, ci invita altresì a trovare la forza, la volontà e la determinazione di reagire di fronte le ingiustizie, ci invita a fare il primo passo per cambiare ciò che non va, perché come lei stessa affermò: “Non devi avere paura di ciò che fai se sai che è la cosa giusta”.

Immagine articolo tratta da Wikipedia